POZZUOLI – A un anno esatto dalle elezioni amministrative, Figliolia ha messo in campo il suo successore: lo aveva detto che non avrebbe lasciato la carica senza nominare il suo erede da imporre al Partito Democratico e alla coalizione che ruota attorno. E così ha fatto. La parola d’ordine adesso è: “vota Figliolia, scrivendo Gerundo”. Sì, Roberto Gerundo, con una laurea in ingegneria conseguita nel lontano 1979, professore e tanto altro, per tre volte assessore (di fiducia) del sindaco uscente. Sarà lui il candidato di bandiera di Figliolia in questa baraonda pre-elettorale che da tempo si è scatenata. Il piano prevede ovviamente che Gerundo, nel caso venisse eletto, dopo appena un anno o due si dovrebbe dimettere per consentire nuove elezioni. In tal caso, nel 2024 indovinate chi sarebbe secondo i piani di Figliolia, il nuovo candidato sindaco della città? Vincenzo Figliolia. Che potrebbe ricoprire la carica, venendo meno il limite stabilito dalla legge che stabilisce la non rieleggibilità dopo due mandati consecutivi. Ma se nel mezzo c’è suo cavallo di razza, una pausa nel nome della continuità, poi potrebbe tornare lui a guidare il Comune.

Roberto Gerundo

IL PIANO – Gerundo ha accettato di essere il candidato. Solo che poi si fa fatica a pensare che decida di prestarsi fino alla fine al gioco elettorale del sindaco uscente. Ma questo è un altro discorso. Resta dunque la posizione del PD: accetterà la linea di Figliolia che prevede un candidato di Figliolia che poi due anni dopo lasci il posto a Figliolia? Un piano che sembra inverosimile, ma è quanto frulla nella testa del buon Enzo. I giovani del PD cresciuti nella sua ombra non si opporranno, quindi è evidente che il piano avrà un solo intoppo: Gigi Manzoni. Che di fare passo indietro non ha alcuna intenzione soprattutto pensando a un piano che preveda Gerundo-Figliolia. E’ evidente che se ci si attendeva una primavera (2022) di fuoco ci attende un autunno di fuoco. Perché alla fine, poiché Figliolia-Gerundo andranno avanti con il loro piano, si andrà alle Primarie per trovare il candidato del PD. Ed lì che Figliolia dovrà fare la cosa che gli riesce più difficile: trasferire i suoi voti a un professionista che in città, però, non conosce nessuno.