POZZUOLI – E’ costata cara e amara la festa con musica e balli nei “600 alloggi” a Damiano Siddi, 48 anni, detto “suariello”, con alle spalle precedenti per droga, rapina, tentato omicidio e ricettazione. L’uomo nella tarda mattinata di oggi è stato arrestato dai poliziotti del commissariato di Pozzuoli -coordinati dal dirigente Domenico Avallone- e condotto nel carcere di Poggioreale dove dovrà scontare una pena di un anno e mezzo. Siddi, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, nel giorno di Pasqua aveva cantato e ballato insieme ad una quindicina di persone sul pianerottolo di una palazzina popolare di via De Chirico, nei “600 alloggi”, postando tutto in diretta video su Facebook e taggando Cronaca Flegrea.

INCASTRATO – E proprio da quel video, che lo ritraeva insieme ad altri pregiudicati della zona, i poliziotti sono riusciti ad identificare, uno ad uno, tutti i partecipanti alla festa e a ricostruire la rete dei contatti avuti da Siddi che quel giorno non poteva stare né su quel pianerottolo né in compagnia di quelle persone. Tra i quali c’era anche Michele Loffredo, 39 anni, detto “fiet ‘e cazetta”, ritenuto affiliato al clan Longobardi-Beneduce, che insieme a Siddi è stato uno degli “animatori” della festa, a cui hanno partecipato anche adolescenti e bambini, tutti ammassati tra le scale di una palazzina di via Giorgio De Chirico senza mascherine e dispositivi di protezione individuale. Immagini che avevano suscitato rabbia, indignazione e la condanna unanime da parte di cittadini e istituzioni di una città che finora ha risposto in maniera civile e composta a tutti gli appelli rispettando alla lettera le norme per il contrasto del coronavirus.