POZZUOLI – Un’area dove attualmente non si potrebbe spostare nemmeno un sasso, ma sulla quale, invece, il Comune vorrebbe far nascere addirittura un parcheggio con tanto di affidamento ventennale ad un privato. E’ quanto denuncia il movimento di opposizione Pozzuoli Ora! Riguardo alla delibera con la quale si è dato il via alla procedura per la trasformazione della ex Cava Regia in un’area del tutto rinnovata, con stalli di sosta e varchi di accesso da e per il lungomare di via Napoli.

REGIONE-SOPRINTENDENZA: CHI HA RAGIONE? – Il motivo della denuncia – e della relativa richiesta di ritiro in autotutela della stessa delibera – è preso spiegata: secondo il Piano territoriale paesistico dei Campi Flegrei (approvato nel 1999 dagli organi della Regione) il punto individuato per la realizzazione del parcheggio ricade in una zona denominata a “Protezione integrale”, dove è vietato qualunque intervento. Secondo la Soprintendenza archeologica, però, in quell’area vige il regime “Rua”, acronimo di Recupero urbanistico ambientale, e dunque suscettibile di lavori. La stessa Soprintendenza lo ha sottolineato rispondendo ad una richiesta di parere inviata da via Tito Livio, proprio in vista della futura realizzazione del parcheggio. Come è possibile una simile discrepanza tra quanto approvato da Palazzo Santa Lucia quasi vent’anni fa e quanto stabilito la Soprintendenza di recente? Un errore di valutazione o magari, nel frattempo, dal 1999 ad oggi è cambiato qualcosa? Difficile saperlo, dal momento che all’ente ministeriale è stata inviata a maggio scorso una richiesta di delucidazione in merito, ma alla quale non è seguita alcuna risposta. Dunque, lì si potranno fare lavori o l’imprenditore che se ne occuperà si troverà tra le mani un pezzo di terreno dal quale non poterci ricavare alcunché?

“DELIBERA DA ANNULLARE” – «Basterebbe leggere l’articolo 11 del Piano Paesistico per non far incorrere il nostro Ente a pesanti risarcimenti – spiega Raffaele Postiglione, consigliere comunale di Pozzuoli Ora! – Per questo abbiamo chiesto l’immediato annullamento della delibera tramite una Pec inviata anche per conoscenza alla Corte dei Conti. Se si dovesse proseguire su questa strada non solo mettiamo in pericolo le casse del comune ma avremo anche svenduto il multipiano (il cui restyling e affidamento rientra nella stessa delibera della Cava Regia, ndr) senza realizzare i posti auto alla Cava Regia».

IL REGOLAMENTO – Ecco uno dei passaggi dell’articolo 11 citato da Postiglione: «E’ vietato qualsiasi intervento che comporti incremento dei volumi esistenti; è vietata la costruzione di strade rotabili e di qualsiasi tipo; sono vietati gli attraversamenti di elettrodotti o di altre infrastrutture aeree; è vietata l’utilizzazione delle cave esistenti nella zona. E’ Vietata l’alterazione dell’andamento naturale del terreno e delle sistemazioni idrauliche esistenti».  In altre parole e come già detto, in quell’area non si potrebbe spostare nemmeno un sasso.

“RISCHIO RISARCIMENTO” – «L’imprenditore che si accorgerà di non poter fare nessuna opera su Cava Regia, perché zona a protezione integrale – aggiunge Riccardo Volpe, segretario del movimento – si troverà in una condizione di mancato guadagno e quindi nel pieno diritto di chiedere i danni al comune. Per una concessione di vent’anni parliamo di un risarcimento che dovrebbe sborsare il comune che potrebbe essere anche milionario. Un aggravio per l’ente ed anche per il privato che mette in preventivo 700 mila euro di lavori rinunciando ad altri progetti. Sarebbe un danno colossale, ma speriamo nel buonsenso dell’amministrazione Figliolia, in questi casi dove a perdere è il nostro Comune e tutta la comunità, non devono esserci differenze che tengano».