da sinistra: Luca e Ferdinando Aulitto

POZZUOLI – Blitz dei carabinieri nella notte tra Monterusciello, Licola e Toiano dove sono state arrestate 5 persone accusate di estorsioni ai danni dei commercianti della città. Tra gli arrestati c’è il Ras Ferdinando Aulitto, 52 anni, detto “capellone” e storico fedelissimo del boss Gennaro Longobardi. La banda aveva messo da tempo sotto scacco le attività commerciali nei quartieri dando vita a una sorta di clan con base operativa nel quartiere di Monterusciello, da sempre feudo di Aulitto.

Il Ras Ferdinando Aulitto

I NOMI – In manette insieme a Ferdinando Aulitto sono finiti il figlio Luca Aulitto, Gaetano Arcone detto “Masaniello”, Gennaro Cammino e Raffaele Romano: i cinque sono stati presi dai carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli.

CHI E’ AULITTO – “Capellone” è stato un pezzo da novanta del clan Longobardi di Pozzuoli. Dal 6 febbraio scorso era sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata. Nel corso degli anni Aulitto ha fatto parte del clan dei quartesi con il boss Salvatore Cerrone detto “Tonino ‘o biondo” e con Nicola Palumbo “faccia abbuffata” per poi passare, per un breve periodo, con Gaetano Beneduce. Fu arrestato all’alba del 24 giugno del 2010 durante l’operazione “Penelope” insieme ad altre 85 persone appartenenti ai clan Longobardi e Beneduce e condannato in primo grado a 20 anni di reclusione. Pena poi ridotta in appello a 9 anni e 4 mesi. Nei suoi confronti l’accusa di estorsione per conto del clan: tra le sue vittime negozianti e parcheggiatori abusivi, questi ultimi -secondo i pentiti- venivano taglieggiati da Aulitto insieme al fratellastro Gennaro Sannino. Nel 2006 Aulitto fu vittima di un agguato durante la guerra tra i Longobardi e i Beneduce: contro di lui e altre due persone i sicari esplosero numerosi colpi di arma da fuoco in via Verga, nei pressi della pescheria di un parente.  (seguiranno approfondimenti)