di Stefano Erbaggio

depuratore di Cuma.6
La foce di Cuma

POZZUOLI – Mare balneabile a Pozzuoli. Le analisi dell’Arpac sanciscono che anche Cuma, Via Napoli e la zona dell’ex-macello sono balneabili. Ironia della sorte, il tratto di mare antistante la spiaggia di via Napoli diventa balneabile all’indomani della presentazione del bando per l’affidamento del tratto di costa antistante il lungomare Sandro Pertini. I due tratti di costa sono famosi proprio per il degrado ambientale di cui sono vittima: recenti sono stati gli episodi di scarichi fognari a via Napoli, mentre è storica, quanto tragica, la problematica del Depuratore di Cuma che sversa direttamente sull’omonima costa. Precedentemente questi siti erano stati classificati come “non balneabili” dalla delibera di Giunta regionale n. 663 del 30.12.2013, insieme ad altri 4, tuttora non balneabili, su un totale di 12 monitorati. È la stessa Arpac, sul suo sito web, a fare questa precisazione È opportuno precisare che le acque “non idonee alla Balneazione”, ad inizio stagione balneare 2014, sono sia quelle di classe “scarsa” ai sensi D.lgs 116/08 (nuova normativa) che quelle che risultano in art.7 ai sensi del DPR 470/82 (vecchia normativa), indipendentemente dall’esito della classificazione”. 

 

La mappa dell'Arpac sulla balneabilità
La mappa dell’Arpac sulla balneabilità

BALNEABILITA’ – Questi tre siti rientrano nel secondo caso, insieme alla costa che bagna il Rione Terra, alle spalle della darsena di Pozzuoli. La differenza è dovuta ad un principio di precauzionalità adottato col subentrare della nuova normativa, meno restrittiva della precedente, atto a tutelare la salute pubblica. In quest’ottica, va specificato che nel caso dell’ex-macello, l’acqua era inquinata fino a due anni fa, mentre lo era fino all’anno scorso per Cuma. “Per le acque non classificate di qualità “scarsa”, ma vietate alla balneazione – continua la precisazione dell’Arpac – in base all’art.7 della vecchia normativa (DPR 470/82), si ritiene opportuno evidenziare che in applicazione del DM 30.3.2010, art.2 c.5, “potranno essere riaperte solo a seguito di quattro campionamenti effettuati con cadenza quindicinale, a decorrere dal mese di aprile, con risultati analitici inferiori a quelli indicati nell’allegato A previa dimostrazione dell’avvenuto risanamento attraverso la comunicazione delle misure di miglioramento messe in atto”. Le analisi dei mesi di aprile e maggio hanno “scagionato” questi storici simboli dell’inquinamento costiero, confermando come non balneabile la scogliera del Rione Terra. Eppure il depuratore di Cuma continua a scaricare sulla in quelle acque: quali sono le misure di “miglioramento messe in atto” che impone la legge?