Consiglio ComunalePOZZUOLI – Con una dura nota le associazioni giovanili “DiversaMenteGiovani”, “Noi Resistiamo Qui” e “GenerAzione Flegrea” condannano quanto accaduto durante l’ultimo consiglio comunale andato in scena a Pozzuoli. Nella fattispecie i giovani puntano l’indice contro l’elezione dei componenti della commissione del paesaggio che, con il voto da parte di Tozzi e Cossiga andato a Gloria, ha aperto una crisi nella maggioranza Figliolia.

LA CONDANNA – Finalmente è terminata la bagarre politica che ha preso vita in vista della nomina della “Commissione Locale del Paesaggio”, tra gli ordini del giorno all’ultimo Consiglio Comunale. – scrivono in una nota le tre associazioni – Un organismo comunale scaduto da mesi, che è stato in una condizione di stallo a causa di una vecchia logica che poco ha a che fare con il merito e con la politica: la spartizione delle poltrone. Abbiamo assistito ad una “rissa” senza esclusioni di colpi in cerca di nuovi posizioni di vantaggio per le prossime amministrative. La Commissione votata in consiglio comunale è incaricata di valutare la qualità dei progetti con particolare riguardo al loro corretto inserimento nel contesto urbano ed esprime pareri in merito alla compatibilità paesaggistica, alla valutazione dell’impatto paesistico dei progetti e in tutti gli altri casi previsti dalle norme vigenti. In sintesi è un organo di esperti che dà parere vincolante su progetti valutandone aspetti tecnici e paesaggistici.

PREOCCUPAZIONE – È sinceramente preoccupante – prosegue la nota – che la classe dirigente locale ha “aperto un vero e proprio mercato per tutelare interessi non rispondenti a quelli della collettività” per un organo assolutamente non politico che dovrebbe valutare senza nessuna forma di condizionamento l’attività edilizia proposta da tutti i cittadini.
La metodologia di individuazione di quelli che sarebbero gli “esperti del paesaggio” è preoccupante: “solo un minuto prima di votare avrebbero svelato il ”mistero” del nome da votare”. Sintomo che i consiglieri che hanno votato la commissione pensano con una testa: quella del comandante, tanto che non conoscevano nemmeno il nome da sostenere, votando quindi per partito preso.

LOGICHE DI SPARTIZIONE – Tale modalità è presagio di interferenza e tentativi di far prevalere “insani appetiti” sull’operato dei componenti della commissione. Sarebbe utile che i nostri rappresentanti, altrettanto apertamente, ci spiegassero per quale motivo hanno sentito il bisogno di piazzare il proprio volere e controllare questa attività che dovrebbe essere libera e di garanzia per tutti. – concludono – Davvero deplorevole assistere alla solita logica di spartizione e ai giochi di appartenenza anche quando sarebbe il caso di mettere merito, professionalità, competenze e preparazione al centro della discussione che, difatti, è mancata così come la giusta considerazione nei confronti di coloro, tra i quali alcuni giovani professionisti, che hanno presentato la propria candidatura. Cogliamo l’occasione per fare gli auguri a tutti i componenti della commissione, certi che sapranno lavorare con correttezza ed imparzialità riscattandosi pure dal danno d’immagine che hanno subito dalla recente diatriba politica.