di Gennaro Del Giudice

L'ufficio postale di via Terracciano nei cui pressi è avvenuto l'incidente
L’ufficio postale di via Terracciano

POZZUOLI – Fiamme ossidriche e martelli perforatori per raggiungere il caveau e svaligiarlo. Questa volta la banda del buco ha fatto il “colpo” all’ufficio postale di via Terracciano a Pozzuoli, dopo aver fallito nel dicembre di 3 anni fa e per ben 2 volte alle poste di Monterusciello. Il bottino del furto ammonta a circa 100mila euro a cui si aggiungono francobolli e numerosi “Gratta e vinci”. La banda del buco è entrata in azione nella notte tra sabato e domenica. Un lavoro meticoloso e coordinato messo in atto da mani esperte che dall’esterno hanno aperto un varco nel muro, poi forato la cassaforte e scardinato diverse cassette di sicurezza in cui erano conservate le banconote.  Nessuno ha visto né sentito nulla.

 

AZIONE PROGETTATA – Per mettere a segno il colpo i ladri hanno disegnato un’azione pianificandola nei minimi particolari: una squadra di professionisti del furto composta da più persone, ognuna delle quali aveva un compito ben preciso.  Un raid messo in atto nonostante la presenza delle telecamere di sorveglianza a circuito chiuso che praticamente riprendono l’intera struttura. Sull’episodio indagano i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli diretti dal Capitano Elio Norino. La scoperta è stata fatta nella tarda mattinata di domenica, intorno alle 12, quando è stato notato un foro all’interno di un muro perimetrale. I banditi hanno avuto accesso dal retro dell’ufficio postale, da un piano seminterrato adiacente all’ingresso degli uffici dell’ASL Napoli 2 Nord.

 

IL BOTTINO – Una volta all’interno dell’ufficio postale, dopo aver messo fuori funzione il sistema d’allarme, hanno raggiunto una sorta di stanza di sicurezza che ospita la cassaforte. E’ lì che con le fiamme ossidriche l’hanno scardinata raggiungendo le cassette di sicurezza in cui erano contenuti soldi, valori bollati e “Gratta e vinci”. Preso l’intero bottino la banda si è data alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Nel dicembre di 3 anni fa una banda composta da almeno dieci uomini, divisi in tre gruppi, riuscì ad entrare nell’ufficio di via Terracciano utilizzando fiamme ossidriche, flex, martelli pneumatici, dopo aver rotto i vetri di una finestra, sfondato un muro, smontato tutte le telecamere di videosorveglianza, tranciato i cavi dell’energia elettrica e telefonici senza però riuscire ad aprire la cassaforte, ma provocando danni all’ufficio per oltre 100mila euro.