L'anniversario del "Rotary International"

di Elena De Mari

POZZUOLI-Servire al di sopra di ogni interesse personale”, questo il motto del “Rotary International” che questa mattina ha celebrato, presso il lounge bar “Il Gozzetto”, a Pozzuoli, il 109° anniversario della fondazione. Una realtà diffusa in tutto il mondo, un’associazione di servizi completamente autonoma, sia dal punto di vista delle risorse economiche che delle risorse umane, con lo scopo di diffondere ed incoraggiare messaggi di pace tra i popoli della terra. Ha presieduto l’incontro Ciro Pasquale Mancino, presidente del “Rotary Club Pozzuoli”, che ha spiegato le iniziative promosse.

 

IL “ROTARY CLUB POZZUOLI” – Nasce quattro anni fa, nel febbraio del 2010. «Ciò che distingue un Rotary club è la capacità di incidere sul territorio» ha sottolineato il presidente Mancino. Numerose sono, infatti, le iniziative messe in campo dal distretto. Tra le attività che vedono impegnati i soci della fondazione troviamo i progetti “Alto rischio” e “Allarme fumo” con cui, attraverso incontri diretti con i giovani delle scuole superiori dell’area flegrea, si cerca di contrastare le dipendenze verso l’alcol ed il fumo.

 

CENTRO REGINA PACIS – Un’altra importante iniziativa messa in campo dalla fondazione, in piena sinergia con il Centro Diocesano di Quarto “Regina Pacis” riguarda uno spazio dedicato ai bambini disagiati, per cui sono previste attività di sensibilizzazione alla musica, orientamento alla lingua inglese, cure odontoiatriche e prevenzione dell’obesità. “Crediamo che aiutare bambini che vivono un disagio forte a confrontarsi con uno strumento musicale, e quindi qualcosa di piacevole, li possa aiutare moltissimo» ha spiegato Ciro Mancino.

 

LA NOVITA’- La grande novità del 2014 è “La giornata rotariana del patrimonio culturale”, in programma per il 27 aprile, che vedrà coinvolti i distretti di tutto il mondo nell’adozione di un sito archeologico con lo scopo di valorizzarlo. A Pozzuoli, l’iniziativa vedrà il club puntare alla qualificazione del Tempio di Giove, all’interno del parco archeologico di Cuma per farlo conoscere e cercare, soprattutto, di renderlo fruibile per il futuro. «Il Rotary – ha concluso il presidente -se vuole fare una cosa la fa e ci riesce perché ha le risorse e le professionalità per poterlo fare».

 

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