di Gennaro Del Giudice

Arco Felice
Narciso

POZZUOLI – Un’auto che sorpassa un’altra tagliandole la strada, due uomini con pistole in pugno che si avventano sui tre occupanti della vettura bloccata. In pochi istanti spuntano carabinieri e militari in borghese, la strada viene circondata. Nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo che i tre uomini vengono caricati su una macchina dei carabinieri e portati via. Ai testimoni è sembrato di vivere scene da film d’azione ieri mattina ad Arco Felice. Tutto è accaduto intorno alle 10.30 in via Annecchino, all’ingresso del piazzale antistante il Supermercato 2000, il concessionario d’auto Fiat Uno e la Banca Nazionale del Lavoro. E proprio quest’ultima sembrava essere l’obiettivo dei tre “filatori di banca” fermati dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Mergellina. Tra questi c’era anche un disabile che – forse per non destare sospetti – era stato messo alla guida della Polo Station Wagon con la quale la banda era giunta ad Arco Felice. Si ipotizza che con loro ci fosse anche un complice, appostato all’interno dell’istituto di credito, da cui i tre attendevano l’indicazione della vittima di turno da aggredire e rapinare.

 

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Le attvità commerciali che sorgono nella zona

I RACCONTI – Un “progetto” criminoso sventato dai militari in borghese i quali, a bordo di un’auto civetta, li hanno fermati a pochi metri dall’ingresso della BNL. Un pedinamento partito da Napoli e terminato a Pozzuoli dove i militari hanno sventato quello che poteva essere un “filo di banca”. Sul posto, in supporto, sono giunti anche i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli. Alla scena hanno assistito i numerosi clienti delle attività commerciali e i residenti della zona «Sembrava di vivere un film – racconta Narciso, un habituè della zona – all’improvviso ho visto una classe A che tagliava la strada alla Polo proprio in questo punto. – dice l’uomo indicando l’ingresso del parcheggio – In pochi istanti non si è capito niente, la gente è scappata, sono arrivate tante macchine dei carabinieri che hanno chiuso la strada. Cose mai viste, non sembrava vero, Poi se li sono portati a Napoli». Minuti carichi di tensione raccontati anche da un commerciante della zona «Stavo in moto quando mia moglie mi ha chiamato dicendomi di non venire perché era tutto bloccato dai carabinieri, ma ovviamente la cosa mi ha fatto preoccupare e quando sono arrivato ho assistito al momento in cui si portavano via quei tre».

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