POZZUOLI – Nonostante fosse sottoposto alla misura della sorveglianza speciale Gaetano Arcone, 31enne legato al clan Pagliuca, continuava a frequentare pregiudicati. Un “vizio” che è costato caro al nipote di Partorina Arcone, moglie del Ras Salvatore Pagliuca alias “o biondo”, fermato e arrestato ieri a Monterusciello dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli. Arcone si trovava in via De Curtis in compagnia di alcuni personaggi arrestati in passato per camorra. Tratto in arresto per inosservanza alle prescrizioni imposte con la misura di prevenzione, è ora in attesa di rito direttissimo.

IL CLAN – Gaetano Arcone fu scarcerato lo scorso anno e dal marzo del 2017 era sottoposto alla sorveglianza speciale. Nel 2010 fu arrestato durante l’operazione “Penelope” e condannato con rito abbreviato a 7 anni di carcere. L’uomo fa parte del clan Pagliuca, fino al 2010 organizzazione fedele al boss Gennaro Longobardi. Arcone fu accusato di essere, insieme a Mario Pagliuca, l’esecutore materiale della gambizzazione di Giuseppe Loffredo. Secondo l’accusa insieme a loro c’erano Salvatore Pagliuca, Procolo Pagliuca e Francesca Mastantuoni in qualità di “specchiettista”. Giuseppe Loffredo fu colpito da due colpi di pistola calibro 7,65 e il giorno seguente le forze dell’ordine intercettarono una telefonata in “codice” tra Procolo Pagliuca e sua moglie Francesca Mastantuoni in cui raccontavano le fasi dell’agguato chiamando Loffredo “bambino”.