di Angelo Greco

Lo stadio "Domenico Conte"
Lo stadio “Domenico Conte”

POZZUOLI – Il nuovo sfogo di Gennaro Capuano apre il campo a diverse considerazioni sul significato di fare calcio e sport a Pozzuoli, soprattutto sulla dignità di chi da anni opera in silenzio nel mondo dello sport. Il possibile ed ennesimo addio della Puteolana 1902 non coincide con l’addio al calcio? “La Puteolana 1902 è il calcio a Pozzuoli” è una considerazione valida solo se fatta da un tifoso. A Pozzuoli c’è chi fa un calcio sano da anni a spese proprie e senza “chiedere” nulla, garantendo settori giovanili e crescita sportiva. La cittá intesa come stampa, forze sociali e amministrazione non può e non deve ignorare chi, tra mille sacrifici, spirito di dedizione e passione, porta avanti i propri campionati, portando a casa anche soddisfazioni. Vedi i titoli giovanili della “909”, del Monteruscello e Juve Domitia o dei risultati ottenuti da Rione Terra che da 12 anni crescere anno dopo anno.

 

LE CONSEGUENZE DELLE SCELTE – La scelta dello scorso anno di convogliare tutte le forze sulla Puteolana 1902 è stata una scelta meramente discrezionale e, con il senno di poi, fallimentare non tanto per il disastro sportivo (in quanto le vittorie e le sconfitte fanno parte del calcio), ma perché 12 mesi dopo si è di nuovo “punto e a capo”. Dove sarebbe oggi lo sport puteolano se quegli sforzi fossero stati distribuiti diversamente? La domanda più che lecita appare doverosa, i tifosi hanno il diritto di parteggiare per una o l’altra squadra, gli “addetti ai lavori”, il comune di Pozzuoli no. Anche altri sport, come ad esempio la pallacanestro (che ha grandi appassionati) hanno pagato lo smacco di investire tutti gli sforzi su una sola realtà rinunciando, ad esempio, al ripescaggio nella serie superiore.

 

RISPETTO PER CHI “FA” – Non è nè la categoria nè il “nome” che devono la differenza, magari andrebbero premiati gli sforzi, la dedizione ma soprattutto la progettualità. Chi opera da anni nel comparto sport va incentivato e non abbandonato. Oggi le realtà che non si “autoproclamano” a Pozzuoli sono incentivate a mollare, se un tifoso ha tutto il diritto di ignorare una o più squadre del territorio l’ amministrazione e gli addetti ai lavori non devono e non possono perchè hanno il dovere di impegnarsi nel valorizzare ciò che di buono è fatto dai privati. E soprattutto di trattare tutti alla stessa maniera. Purtroppo ciò non avviene da anni e gli “aiuti” alla Puteolana e ai vari “salvatori della patria” di turno continuano a ripetersi. Il calcio è di chi opera quotidianamente, di chi lo fa con passione e dedizione. L’augurio è che tutte le squadre puteolane e flegree possano iscirversi ai prossimi tornei e possano primeggiare, ma di certo il calcio non muore con la scomparsa di una squadra, sebbene questa possa essere quella nella serie maggiore o comunque la più seguita.