Pozzuoli, bambini senza scuolabus dopo il trasferimento per il bradisismo: scoppia la protesta dei genitori
POZZUOLI – Prima il trasferimento forzato a causa del bradisismo, poi i disagi quotidiani e adesso anche il problema del trasporto scolastico. Non c’è pace per le famiglie degli alunni del plesso Marconi, trasferiti alla scuola Diano dopo gli eventi sismici del 31 luglio scorso. A far esplodere la protesta quanto accaduto nei giorni scorsi, quando il pulmino comunale previsto alle ore 16 per gli alunni delle classi a tempo pieno non si è presentato all’uscita. Nessuna comunicazione ufficiale preventiva, secondo quanto denunciato dai genitori, costretti a organizzarsi attraverso un passaparola per recuperare i propri figli. Ma il caso potrebbe andare oltre il singolo disservizio. Secondo quanto riferito dalle famiglie, la corsa pomeridiana sarebbe stata soppressa, nonostante gli alunni fossero già stati ammessi al servizio e il capitolato d’appalto prevedesse il trasporto anche per le classi con prolungamento orario.
I DISAGI – Da qui una formale istanza indirizzata al Comune, con la richiesta di ripristinare immediatamente la corsa, chiarire le responsabilità organizzative e garantire adeguate condizioni di sicurezza, anche attraverso la valutazione della presenza di accompagnatori. Una vicenda che riaccende i riflettori sulla gestione dei servizi essenziali nella città alle prese con l’emergenza bradisismica. Perché, mentre migliaia di cittadini continuano a fare i conti con le conseguenze del terremoto, anche il semplice ritorno da scuola rischia di trasformarsi in un’odissea. E resta una domanda: possibile che, dopo aver perso la propria scuola, questi bambini debbano perdere anche la certezza di poter tornare a casa con un servizio organizzato?





























