POZZUOLI – Variante Solfatara blindata: arrivano autovelox, telecamere, sistemi di “alert” per segnalare infrazioni alle pattuglie della Polizia Municipale e un limite di velocità di 50 chilometri orari. Sono le misure di sicurezza adottate sulla bretella che collega Arco Felice con la parte alta della città, ormai tristemente ribattezza come la “strada della morte”. Qui, nei giorni scorsi, è iniziata l’installazione degli autovelox e di una serie di dispositivi di controllo e sicurezza della strada, in particolare nei pressi della nuova area per il rifornimento di carburanti che sorge in un tratto, tra rettilineo e curva, dove gli automobilisti si spingono ben oltre il limite di velocità di 40 chilometri orari: una potenziale situazione di pericolo che ha vincolato l’apertura proprio all’installazione dei dispositivi. L’entrata in funzione degli autovelox è prevista per i primi giorni di settembre –fanno sapere dal comando della Municipale.

I CONTROLLI – Nella fattispecie, si tratta di 2 misuratori di velocità a fotocellule laser e a tecnologia digitale che sono stati posizionati su entrambe le corsie della variante in corrispondenza degli scavalchi di via Celle e via Artiaco; di 4 apparecchiature per la lettura delle targhe, collocate nei pressi delle corsie di accelerazione e decelerazione dell’area di servizio, che dovranno servire a scoraggiare gli automobilisti dall’effettuare manovre non consentite di svolta a sinistra o inversione di marcia; e di un sistema di “alert” per segnalare infrazioni e inviare i dati del veicolo alle pattuglie della Polizia Municipale, consentendo loro un rapido intervento. I costi per la realizzazione dell’intero impianto (circa 150mila euro) sono stati sostenuti dalla società che gestisce l’area di servizio in virtù di una convenzione tra pubblico e privato stipulata con il comune di Pozzuoli. Intanto la presenza sulla strada dei dispositivi e della nuova segnaletica stradale, che al momento sono ancora coperti da teloni neri, sta suscitando già polemiche.

LE CONTESTAZIONI – Tra i punti oggetto di contestazione ci sono: il limite di velocità, che seppur passerà da 40 a 50 chilometri orari, è ritenuto troppo basso, considerata anche l’assenza di attraversamenti pedonali e che fa temere una sfilza di verbali; i timori di ulteriori incidenti per il pericolo di brusche frenate nei pressi degli autovelox; e l’inopportunità di realizzare un’area di servizio in un tratto di strada ritenuto “a rischio” nonostante autovelox e telecamere. Quest’ultima fu oggetto di contestazione da parte dei tre consiglieri di minoranza durante un consiglio comunale in cui fu approvato lo schema di convenzione tra Comune e privato «L’autorizzazione all’attività non doveva essere proprio rilasciata. –afferma il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Antonio Caso, che insieme agli altri due colleghi votò contro l’approvazione del documento- Anche con gli autovelox, la strada, in prossimità degli svincoli della pompa, resterà molto pericolosa, ma in compenso il gestore farà affari ed il Comune farà cassa. Gli autovelox dovrebbero servire a rendere più sicura la percorrenza di una strada a rischio incidenti. Finora, nessuno al Comune aveva avvertito questa esigenza, nonostante la variante Copin non fosse il massimo della sicurezza. È evidente, dunque, che l’installazione dei misuratori di velocità si è resa necessaria poiché la presenza della nuova area di servizio aumenta notevolmente i pericoli per la circolazione.»