POZZUOLI – “Parole, parole, parole. Soltanto parole. Parole tra noi“. È il ritornello di una nota canzone di Mina che sintetizza in pieno la mancanza di fatti nei quartieri di Pozzuoli in termini di videosorveglianza e sicurezza. Proprio nei rioni, in cui c’è maggiore necessità di deterrenti contro episodi di micro e macro criminalità, agli annunci sull’arrivo delle telecamere non sono mai seguiti i fatti in 10 anni di consiliatura, targata Vincenzo Figliolia che tra 19 giorni lascerà gli uffici comunali di via Tito Livio.

I PERICOLI – E a lamentarsi sono soprattutto i residenti di queste realtà popolari: Monterusciello, Licola, Rione Toiano. Qui dove si verificano spesso stese e attentati di matrice camorristica, mancano gli ‘occhi elettronici’ che potrebbero senz’altro fornire un supporto alle forze dell’ordine in fase di indagini.  Senza le telecamere, per investigatori e inquirenti è veramente difficile, soprattutto in rioni dove spesso l’omertà e la paura prendono il sopravvento. Più volte Figliolia ha annunciato l’installazione delle telecamere nei quartieri, a partire dal 2012. Nel 2016 parlò di 104 telecamere di videosorveglianza: gli occhi elettronici sono stati puntati dal centro storico ad Arco Felice e fino ai siti archeologici sensibili, ma secondo i programmi dell’amministrazione l’intervento sarebbe stato solo un punto di partenza per estendere il sistema di controllo su Monterusciello, Rione Toiano, Licola e Agnano. Poi se n’è parlato nel 2018 e nel 2021 con un annuncio fatto alla presenza dell’ex comandante della compagnia carabinieri di Pozzuoli. Finora, però, nessuna telecamera è stata installata.