Close
In Evidenza Pozzuoli

POZZUOLI/ A causa dei ritardi all’Hub di via Artiaco si nega lo sport a centinaia di giovani

POZZUOLI/ A causa dei ritardi all’Hub di via Artiaco si nega lo sport a centinaia di giovani
  • Pubblicato6 Settembre 2026

POZZUOLI – “Ci sono situazioni che non possono e non devono essere ignorate. Da quasi tre anni l’Hub di Via Artiaco rappresenta una realtà che chiede attenzione e risposte. Oggi ci troviamo davanti a persone sfollate che hanno perso la propria quotidianità e che si trovano a vivere in condizioni tutt’altro che dignitose: persone costrette a dormire su brandine, senza privacy e senza quella serenità che dovrebbe essere garantita a chi sta già affrontando una situazione di emergenza. Ma c’è anche un’altra realtà che merita di essere ascoltata”. È quanto fanno sapere i genitori dei tanti ragazzi che ad oggi non possono riprendere le attività sportive a causa dell’occupazione del Palazzetto dello sport di Monterusciello requisito per ospitare gli sfollati del bradisismo.

L’ APPELLO – “Per ospitare queste persone – si legge – è stato occupato uno spazio destinato ai ragazzi: un luogo nel quale per anni si sono allenati, hanno fatto sacrifici, coltivato sogni e costruito con impegno il proprio percorso sportivo. Oggi quei ragazzi rischiano di vedere vanificati i loro sacrifici per l’assenza di una soluzione alternativa. E allora non dobbiamo mettere una realtà contro l’altra. Gli sfollati hanno diritto a condizioni dignitose, alla privacy e a una sistemazione adeguata. I ragazzi hanno diritto a continuare a praticare sport, a coltivare le proprie passioni e a non perdere uno spazio costruito attraverso anni di impegno. Non è accettabile che per affrontare un’emergenza si finisca per crearne un’altra. Quello che serve è una soluzione. Una soluzione concreta, dignitosa e definitiva, che permetta di tutelare tutti. Per questo ci rivolgiamo a chiunque possa fare qualcosa: istituzioni, amministratori, associazioni, realtà sportive, cittadini e persone che abbiano la possibilità di contribuire a trovare uno spazio o una soluzione adeguata. Non servono contrapposizioni. Non servono polemiche. Servono risposte. E soprattutto serve ricordare che dietro questa vicenda ci sono persone. Ci sono famiglie che stanno vivendo un’emergenza e ci sono ragazzi che da anni dedicano tempo, passione e sacrifici allo sport. In un momento storico in cui i nostri giovani trascorrono sempre più tempo davanti a uno smartphone e sempre meno tempo facendo attività fisica, togliere loro uno spazio sportivo non può essere considerato un problema secondario. Aiutiamo gli sfollati, ma aiutiamo anche i nostri ragazzi. Non lasciamo che una necessità diventi la causa di un’altra difficoltà. Chiunque abbia la possibilità di intervenire, proporre una soluzione, mettere a disposizione uno spazio o semplicemente contribuire a far arrivare questa richiesta alle persone giuste, si faccia avanti. Perché ignorare il problema non lo farà scomparire. È il momento di ascoltare, di intervenire e di trovare una soluzione dignitosa per tutti.”