Bradisismo, il sindaco di Pozzuoli dà la colpa a chi lo ha proceduto nonostante sia in maggioranza da 14 anni
POZZUOLI – «Ha ragione Manzoni, ma dimentica sé stesso. Aggiungo: è colpevole anche chi sedeva tra i banchi dell’opposizione che non ha mai posto la questione. Perché fin quando non si è acuita la crisi il fenomeno è stato sottovalutato. Da tutti.» È quanto fa sapere il consigliere comunale Riccardo Volpe in merito all’intervista rilasciata a Fanpage dal sindaco Gigi Manzoni nella quale, in merito ai ritardi sul bradisismo, dà la colpa a chi lo ha preceduto nonostante sia in maggioranza praticamente da 14 anni ricoprendo, negli anni, ruoli di prim’ordine: da capogruppo del Pd fino a presidente del consiglio com Figliolia. Inoltre, è stato per altre due consiliature anche consigliere di opposizione prima a Giacobbe e poi a Magliulo.
L’ACCUSA – «Umanamente comprensibile, – aggiunge Volpe – ma solo perché da oltre trent’anni siamo abituati (colpevoli anche i cittadini che questo vogliono, evidentemente) ad una politica che non programma, che non guarda al di la del proprio naso. Accontentarsi dell’erba tagliata, della fogna che funziona e di qualche festa, porta a questo (ma anche ai siti archeologici chiusi, ad una città che non conosce la sua direzione, ad un’economia a macchia di leopardo..ecc ecc). Una sola perplessità però, Manzoni è consigliere dal 2008. 4 legislature, di cui le più longeve in solida maggioranza. Non ho mai sentito un suo intervento sul bradisismo (in generale ne ha fatti veramente pochi, non parlava mai). Quindi nella nullafacenza di maggioranza e opposizione degli ultimi 20 anni, quantomeno lui ha un pezzo di responsabilità più grande. Poi ci sono i suoi 4 anni e le cose (non) fatte. Che per la crisi così acuta che stiamo vivendo sono veramente pari a zero. Manco le bottiglie d’acqua in tempo riesce a garantire (ma incredibilmente afferma l’esatto contrario). Meno di questo significherebbe avere 4mila persone a dormire sotto ai ponti. Ed in uno stato occidentale la vedo una cosa improbabile. Una sola parola: vergogna.»





























