Antonio e Andrea Ferro

POZZUOLI – Ben 18 anni e 4 mesi di carcere per Antonio Ferro, ed uno in meno per il fratello Andrea. Sono le pesanti condanne decise al termine del processo con rito abbreviato e che vedeva alla sbarra i figli del boss Rosario Ferro, trucidato a Licola 30 anni fa. Nati e cresciuti nell’ambiente malavitoso, i due avrebbero preso in mano le redini del potere dopo il tramonto della vecchia guardia, decimata da arresti ed altre pesantissime condanne. Il gruppo emergente si  sarebbe contraddistinto per la sua particolare violenza consumata ai danni delle vittime. Tra queste, non solo imprenditori e commercianti, ma anche parcheggiatori abusivi e persino spacciatori. Minacce, pestaggi e auto date alle fiamme.

MINACCE E RAID – Questi il modus operandi del gruppo per costringere i pusher a «lavorare» per i Ferro e gli altri sodali. Era anche accaduto che ad uno spacciatore recalcitrante fosse stato intimato di abbandonare la propria abitazione popolare di Monterusciello, in caso contrario le fiamme sarebbero state appiccate alla porta di casa. Nel copioso materiale raccolto negli ultimi anni dalla Direzione distrettuale antimafia, racconti e testimonianze che disegnano un ambiente cupo e brutale, con pestaggi nei confronti di chiunque mostrasse una seppur minima distanza da quanto ordinato dai “capi”. E a finire tra le grinfie del nuovo gruppo, persino i figli del boss Gaetano Beneduce – Massimiliano e Marco, entrambi condannati a 14 anni – presi a schiaffi davanti alla madre dopo essere stati convocati dai Ferro. A raccontarlo è stato Napoleone De Sole, oggi collaboratore di giustizia.