Il luogo dell’agguato mortale a Gennaro Perillo, nel rione Toiano

POZZUOLI – La si può definire come la terza faida della mala flegrea quella scoppiata nel 2008, l’anno in cui ci furono ben quattro omicidi ed altri ferimenti. Fu il culmine della guerra scoppiata all’indomani dell’investitura da parte del boss Gennaro Longobardi della famiglia Pagliuca come reggente del clan in sua assenza.

GLI OMICIDI ECCELLENTI – Dopo gli omicidi eccellenti sul finire degli anni ’80, in cui persero la vita i boss Giovanni Di Costanzo e Rosario Ferro, arrivarono poi i fatti di sangue tra il 2003 ed il 2004. Ad essere ammazzato Ottavio Garofano, detto Avio, elemento di spicco dell’ala quartese dell’organizzazione, nota come “Quelli del Bivio”. Dopo di lui venne fatto fuori Ciro Russo, alias “Giritiello”. Ne seguì una sorta di pax, seppure caratterizzata da continui episodi intimidatori, fino al fatidico 2008. Il 4 febbraio venne ferito all’interno della sua pescheria di Monterusciello Adriano Gaudino, nipote di Longobardi. Il giorno seguente, in pieno giorno, venne trucidato nei giardinetti del rione Toiano Gennaro Perillo, detto “Carichiello”.

I CASI RIAPERTI – Un omicidio arrivato ora ad una svolta giudiziaria 11 anni dopo, grazie alle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e che ha portato all’individuazione dei due presunti responsabili: Procolo Pagliuca, che sta attualmente scontando una pena a 17 anni in regime di carcere duro, e Antonio Luongo, conosciuto come Tonino ‘o pazzo. La scia di sangue dell’annus horribilis continuò con il tentato omicidio di Vittorio Avallone, che scampò miracolosamente alla morte ma perdendo un occhio. Pochi giorni dopo le pistole tornarono a sparare a Toiano, dove venne colpito nella sua abitazione Gennaro Izzo. Nell’estate dello stesso anno, poi, il duplice omicidio di Michele Iacuaniello e Gennaro Di Bonito, raggiunti da una raffica di proiettili sparati da una mitraglietta Uzi calibro 9 mentre si trovavano in sella ad uno scooter tra Quarto e Monterusciello. Anche per quast’ultimo fatto di sangue i presunti autori sono Pagliuca e Luongo. Inoltre, sempre nel 2008 vennero gambizzati Paolo e Giuseppe Loffredo.

L’APPORTO DEI PENTITI – Tremenda, dunque, la terza faida della camorra puteolana. Determinante è stato l’apporto dei collaboratori di giustizia che con le loro dichiarazioni hanno contribuito ad innalzare il castello accusatorio degli inquirenti. Ed ora c’è chi rischia l’ergastolo per alcuni di quegli omicidi che si in molti hanno sperato venissero dimenticati per sempre.