POZZUOLI – Una nuova rubrica per ascoltare la voce dei puteolani. Un’intervista a chi vive il territorio per sondare l’opinione pubblica e provare a carpirne i sentimenti e le emozioni. Oggi Cronaca Flegrea ha incontrato Tony Di Somma, da decenni impegnato nel settore del turismo.

Tony Di Somma

Tony, che percezione hai delle festività? Pozzuoli sembra una città pronta per il Natale?
La percezione che ho quest’anno del Natale è una percezione di sobrietà che sfiora i confini della tristezza, ma ritengo che non sia un fatto squisitamente puteolano, bensì nazionale; notavo, ad esempio, come anche nelle tv nazionali quest’anno il Natale sia meno sentito con conseguente riduzione (credo notevole) di pubblicità ad esso afferenti. Viviamo una crisi economica che i nostri politici vogliono farci credere sia passata, ma che di fatto attanaglia ancora gran parte della popolazione; purtroppo con i proclami, le promesse e le “distrazioni” non si produce economia e questo vale per ogni città italiana, Pozzuoli inclusa. E’ un Natale scialbo senza alcun dubbio. Non siamo pronti, anche se bisogna condividere le responsabilità in parti eguali; troppo facile attaccare la politica senza “guardarsi dentro” e nel frattempo iniziare una vero e proprio percorso culturale affinché tutti si prenda coscienza delle risorse e delle potenzialità che Pozzuoli offre; se non partiamo dalle scuole e dai nostri concittadini sarà difficilissimo far comprendere che il turismo non passa attraverso le feste di piazza, le luminarie o qualche evento sporadico fine a se stesso. 

Che capacità ricettiva ha sviluppato la città di Pozzuoli? La ritieni adatta per accogliere turisti?
Sicuramente la capacità ricettiva nella nostra città è aumentata soprattutto grazie al sacrificio, ma anche l’intuizione, di molti privati di intraprendere un percorso nuovo con molti B&B e case vacanza. L’offerta alberghiera è ancora troppo bassa (numericamente), mentre la qualità delle strutture presenti sul territorio mi sembra essere ben oltre gli standard di altre città. Certamente Pozzuoli è adatta ad accogliere i turisti, bisogna però creare i presupposti affinché essi arrivino e sostino più a lungo, perché onestamente, anche se i numeri sono in crescita, siamo troppo lontani da un discorso turistico serio e numericamente importante. Subiamo Napoli e le sue ricchezze e non siamo in grado di farci conoscere nei tempi e nei modi giusti; siamo parte di Napoli ma pochi lo sanno, Pompei o Ercolano o Sorrento sono parte di Napoli e sono conosciute in tutto il mondo. Bisogna organizzarsi e partire tutti insieme per poter crescere quanto più velocemente possibile. 

Cosa faresti e cosa non faresti da sindaco? Quali sono le proposte e quali gli errori da non ripetere?
Il giudizio sull’operato di un sindaco si deve dare sul lavoro svolto a 360 gradi e molto onestamente ritengo che Figliolia sia stato e sia un ottimo sindaco. Non ricordo infatti sindaci precedenti che abbiano fatto meglio, se non ai tempi di Aldo Mobilio. Per quanto riguarda la sua amministrazione ci sono delle cose che per me sono state fatte in maniera eccelsa e qualcosa che sicuramente bisogna migliorare. L’aspetto turistico, per esempio, non può essere preso sottogamba e credo debba essere considerato un po’ come – permettimi il confronto eccessivo – il ministero dell’Economia e del Lavoro puteolano e che debba richiedere maggiore incisività nell’operare con forze competenti e con tutti i mezzi possibili che sono a disposizione dell’ente. Penso ad esempio a progetti, finanziamenti europei, interscambi culturali, università e collaborazioni varie che vanno da Trenitalia alle compagnie aeree con prodotti creati ad hoc, così come il confronto, il dialogo e la collaborazione con chi sul territorio produce economia, penso ai sindacati dei commercianti, ma anche a coloro che fanno impresa turistica; insomma tutti insieme per creare il prodotto “Pozzuoli”. Se proprio si vuole individuare un errore che spesso in politica si fa, direi al nostro caro sindaco di pensare meno al Cencelli e di più alle competenze, e magari perché no, essere lui in prima persona, avvalendosi di collaborazioni giuste, a guidare alcuni indirizzi programmatici fondamentali.