POZZUOLI – Sono trascorsi 17 anni dalla strage di Nassiriya. Nella cittadina, ubicata nel sud dell’Iraq, l’Italia aveva la base del contingente inviato dopo la guerra a Saddam Hussain. Era il 12 novembre del 2003: alle 10,40 (8,40 ora italiana) un camion sfondò la recinzione della base italiana dei carabinieri, aprendo la strada a un’autobomba caricata con 300 chili di esplosivo. L’attentato provocò 28 morti. Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, riuscì a uccidere i due attentatori: il camion, infatti, non esplose all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni.

LE VITTIME – Quella mattina, nell’attacco alla base Maestrale a Nassiriya, morirono 19 italiani (12 carabinieri, 5 soldati e due civili). A perdere la vita anche 9 iracheni, 4 erano bambini. Tra le vittime dell’attentato il maresciallo puteolano Alfonso Trincone (nel riquadro ndr) in forza al Noe.