di Gennaro Del Giudice

di francia (5)LICOLA – Rabbia e paura. Sono questi i sentimenti che accomunano gran parte dei residenti che oggi pomeriggio hanno inscenato un sit-in di protesta all’esterno del ristorante “Di Francia” a Licola, dove da lunedì oltre cento immigrati sono ospitati nella strutura. «Abbiamo paura di farci vedere, non vogliamo stare all’ingresso» – gridava una donna agli altri manifestanti. Voleva che il sit-in si tenesse in un vicoletto, al riparo dagli occhi indiscreti, da telecamere e flash. Una minoranza impaurita per chissà quale motivo. Il resto, oltre 50 persone, hanno stazionato lungo la Domitiana, all’ingresso del ristorante che ospita quei disperati. Per loro sarà difficile integrarsi, a Licola non li vogliono. «Non si tratta di razzismo – spiega Imma mentre tiene per mano i suoi figlioletti – ma devono andare via. La sera si mettono in mutande sul tetto del ristorante, li abbiamo a pochi metri di distanza dalle nostre case. I nostri bambini sono costretti ad assistere a spettacoli indecenti. Già da queste parti le cose erano difficili a causa del degrado, ora siamo completamente in una giungla».

 

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Gli immigrati all’interno della struttura

IN ARRIVO ALTRI DISPERATI – In questi vicoletti a ridosso della Domitiana, nascosti tra la vegetazione e il degrado, sulla linea di confine tra Pozzuoli e Giugliano, si rincorrono voci e numeri. C’è chi dice che sarebbero oltre 200 gli immigrati ospitati nelle sale del ristorante trasformato in centro di accoglienza per disperati, altri ancora sarebbero in arrivo. Il timore (abbastanza fondato) è che la zona possa trasformarsi in una sorta di cittadella per immigrati in una zona già martoriata da criminalità e prostituzione. «E’ successo tutto all’improvviso, non siamo stati avvisati da nessuno – racconta Michele Marchetti, un anziano del posto – domenica mi trovavo come ospite ad una cerimonia in quel ristorante poi lunedì ho visto che hanno iniziato a montare i tendoni tutto intorno. Poi sono arrivati questi uomini di colore a bordo di pulmini». Intanto lavori sarebbero stati avviati anche in un ristorante a pochi metri dove – secondo i residenti – a breve potrebbero arrivare altri immigrati. E altri ancora starebbero per arrivare in un vicino villaggio turistico.

 

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Imma, una residente del posto

LA PROTESTA – Intanto la protesta è andata avanti fino al tramonto quando i primi gruppetti di immigrati sono rientrati nella struttura. Tutto si è svolto in maniera pacifica mentre a poche decine di metri le immancabili prostitute affollavano la Domitiana. Durante il pomeriggio i giovani extracomunitari presenti nella struttura hanno giocato a calcetto nei giardinetti del parco tra le caratteristiche palme che insieme ai lampioni hanno fatto da pali per le porte improvvisate. Una presenza silenziosa ma che incute timore agli oltre 50 residenti che insieme ai propri figli hanno voluto esternare i loro timori e la loro solitudine «Non sappiamo cosa succederà ancora, sentiamo solo numeri: cento, duecento, mille. Vogliamo che le istituzioni ci parlino, che le forze dell’ordine siano presenti perchè vogliamo vivere in piena traquillità e costruire un futuro per i nostri figli».

 

LE FOTO (di Angelo Greco)

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