di Gennaro Del Giudice

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Speleologi in azione per far uscire l’uomo da casa

LICOLA – Ci sono voluti un’autogru, gli esperti del reparto Saf (speleologi-alpini-fluviali), circa 20 vigili del fuoco con 5 mezzi, 4 ambulanze di cui una dotata di letto bariatrico capace di sopportare un peso di 4 quintali, volontari e carabinieri. E’ questo l’enorme dispiegamento di uomini e mezzi messo in campo per aiutare il 51enne Aristide Angelillo ad uscire dalla sua casa di Licola. L’uomo, che pesa oltre 300 chili, è stato imbracato su una piattaforma d’acciaio realizzata su misura e fatto scendere attraverso il braccio mobile dell’autogru. Per farlo uscire i vigili del fuoco hanno dovuto rimuovere la ringhiera del balcone al primo pianto della sua abitazione in via Masseria Vecchia, al confine tra i comuni di Pozzuoli e Giugliano. Un lavoro iniziato alle prime ore del mattino di giovedì e terminato poco prima della mezzanotte quando l’uomo è stato caricato su un’ambulanza speciale e trasferito presso la struttura ospedaliera di Pineta Grande per essere sottoposto a un intervento chirurgico per la riduzione dello stomaco.

 

CHIESTA LA GRAZIA – Una storia che ha colpito i vicini e quanti conoscono l’uomo che all’ingresso del suo giardino ha affisso un cartello con su scritto: “Avviso signori P.G. sono solo in casa e non cammino, mia moglie è in terapia intensiva, c’è la chiave dietro al cancello, c’è la chiave nella porta, vi prego di salire al primo piano oppure di prendere il telefono sul divano”.  Angelillo dopo aver scontato diversi anni di carcere ad Opera, Secondigliano e Poggioreale, aveva ottenuto gli arresti domiciliari per le sue condizioni di salute ritenute incompatibili con il regime carcerario. Il suo caso era finito alla ribalta mediatica per la grazia che il 51enne aveva chiesto all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In rete numerosi sono gli appelli e i “dossier” di denuncia sulle sue condizioni di salute.

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