Le tre anime e le mille contraddizioni del Partito Democratico di Pozzuoli
POZZUOLI – È sempre PD nel bene e nel male. Partito dei record, da quindici anni epicentro di maggioranze e casa dei sindaci, si trova nuovamente al centro di lotte intestine e paradossi quattro anni dopo il grande scontro Manzoni-Figliolia. La disputa è tra correnti ma soprattutto tra consiglieri, che stanno impantanando il difficile percorso di ricucitura e riabilitazione avviato dopo l’ultimo congresso dall’operoso segretario Franco Fumo e con la (ri)nascita del gruppo in consiglio comunale. Ed è proprio qui – dicevamo – che c’è il problema, che affonda le radici nell’ormai famigerato “peccato originale” di Manzoni che ha aperto le porte della maggioranza agli oppositori che avevano la tessera del PD in tasca, dando vita a un clamoroso valzer di piroette. Tutti eccetto Marzia Del Vaglio che, ironia della sorte, dall’opposizione sta scalando le gerarchie tra i dem. Componente dell’assemblea nazionale, la Del Vaglio è stata eletta nei giorni scorsi anche nella direzione provinciale del partito in barba a chi, da tre anni e mezzo a questa parte, annuncia la sua imminente cacciata dal Partito Democratico. La notizia è che insieme a lei è stato eletto anche Davide Pennacchio (figlio del presidente del consiglio Mimmo Pennacchio), mentre Leandro Genovese è stato eletto nella commissione di Garanzia.

LA CONTRADDIZIONE – Dicevamo della Del Vaglio. La sua presenza all’opposizione dà vita – al pari dei suoi colleghi di maggioranza – ad una delle più grandi contraddizioni di questa consiliatura: un PD che ha consiglieri sia in maggioranza che all’opposizione e dove c’è chi vota contro e chi vota a favore lo stesso atto. Un caso sui generis che da qualche tempo a questa parte (giusto perché Manzoni non si fa mancare niente) vive anche Italia Viva che dopo il golpe fallito si è ritrovato ad avere il capogruppo Gianluca Sebastiano all’opposizione e il segretario cittadino Enrico Russo (eletto all’opposizione) ora in maggioranza. Tornando al PD e ai suoi problemi, oggi il gruppo consiliare si ritrova spaccato in due, con un presidente del consiglio e un capogruppo praticamente delegittimati da chi, in teoria, dovrebbe sostenerli.
LO SCONTRO – Ad agitare la fronda ci sono Manuela D’Amico e Antonio Villani, assenti anche all’ultimo consiglio comunale e sempre più spina nel fianco della nuova maggioranza Manzoni. I due consiglieri sono anche tra i firmatari del documento-denuncia inviato al Prefetto di Napoli in merito alle procedure di “urgenza” attraverso le quali l’altro ieri è stato convocato il consiglio comunale sul Rione Terra. Due consiglieri di maggioranza del PD che firmano con l’opposizione un documento che mette a dura prova la tenuta del presidente Mimmo Pennacchio (del PD). Ma non solo. La coppia D’Amico-Villani ha nei fatti da tempo delegittimato anche la figura del capogruppo Maria Rosaria Testa, disertando incontri e riunioni. Dall’altra parte, invece, restano allineati al partito e al sindaco Leandro e Tiziana Genovese, lo stesso Pennacchio, che tirano avanti con non poche difficoltà. In attesa della resa dei conti, che potrebbe arrivare già domani con il voto al bilancio di previsione 2026-2028.




























