di Violetta Luongo

Monachelle (5)
Una pattumiera a cielo aperto a pochi passi dai bagnanti

POZZUOLI – In tempi di crisi, e non solo, le famiglie e le coppiette preferiscono le spiagge libere rispetto ai lidi organizzati. Prezzi anche di 7 euro a lettino non sono alla portata di tutti. Per fare un bagno e prendere un po’ di sole lo si può fare anche senza spendere denaro. Tutto questo se non fosse che spesso capita che le spiagge libere siano “occupate” da vere e proprie discariche. Tra queste c’è la spiaggetta ad Arco Felice: una pattumiera a cielo aperto. Raggiungibile facilmente a piedi o con la Cumana, o anche con l’auto, il tutto facilitato da un parcheggio poco distante, l’area balneabile sarebbe potuta essere una piccola oasi “low coast” per i tanti abitanti della zona e per gli avventori di passaggio.

 

UNO SCEMPIO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI – Ma lo scenario è dei peggiori. I tre bidoni della spazzatura posti al centro della spiaggia, chiamata “lido delle Monachelle”, sono ben presto ricolmi di rifiuti di ogni sorta, sacchetti che contengono scarti certo non provenienti da spuntini e panini di un giorno di mare, le buste traboccano dai cestini divenendo facile preda di gabbiani e piccioni che famelicamente si avventano sui rifiuti rompendo i sacchi e trascinando il loro contenuto ovunque. Inoltre tra i canneti, sono nascosti, gettati o abbandonati ulteriori rifiuti: cibo ormai divenuto melma maleodorante, plastica, sedie rotte, pezzi di ferro arrugginiti, scatoloni e cassette. I cumuli accatastati si ergono vicino alle sdraio e ombrelloni di un stabilimento abusivo “fai da te”.

 

UN PERICOLO PER I BIMBI – Tutto ciò su di una spiaggia che accoglie tantissimi bagnanti, bambini che giocano a pochi passi dai detriti e rifiuti, rincorrono i gabbiani tra l’immondizia e il cattivo odore la fa da padrone. Come se non bastasse, nella sabbia si apre una voragine da cui spunta un grosso tubo di plastica, presumibilmente foce di qualche scarico, abbastanza grande per accogliere un bambino, piccola galleria in cui un infante ci potrebbe vedere un allettante gioco. Allo scempio paesaggistico si aggiunge dunque il rischio di contrarre una infezione e anche il pericolo derivante dall’insolito tubo gigante, possibile trappola per i più piccoli.

 

LE FOTO (di Angelo Greco)

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