di Elena De Mari

L'area del "Regno di Nettuno"

POZZUOLI – L’area marina protetta “Regno di Nettuno” si rimette in discussione. Ad annunciare la notizia Giovanni Mininni, segretario nazionale Flai-Cgil, nel corso del convegno sulla pesca tenutosi questa mattina presso il mercato ittico all’ingrosso di Pozzuoli. «Il ricorso, che abbiamo fatto nel 2008, è stato vinto. L’area marina protetta “Regno di Nettuno” non ha più legittimità di esistere». Una piccola e sofferta vittoria per i pescatori della zona. Ma non bisogna ancora entusiasmarsi troppo: è stata vinta una battaglia, ma non la guerra.

 

IL RICORSO – «L’area marina protetta ha un regolamento ed un funzionamento illegittimo– ha spiegato Mininni il ricorso al Tar presentato nel 2008. – ma dobbiamo aspettare qualche giorno per avere tutti i dettagli. Siamo in una fase di svolta. Dobbiamo capire in questo sistema contorto di sovranità che le istituzioni hanno sul mare,che cosa succederà se l’area marina protetta di fatto non ci sarà più. Molto probabilmente dovremo fare un’ulteriore causa per poter eliminare questa bruttura. Ma, se non vorranno eliminarla, dovranno far rientrare le esigenze della pesca. Dobbiamo capire che in futuro, se vinceremo definitivamente questa battaglia, dovremmo sottostare a delle regolamentazioni. L’area protetta si deve fare, ma si deve fare tenendo conto della pesca».

 

IL REGNO DI NETTUNO – L’area marina protetta è stata istituita con decreto del Ministero dell’Ambiente il 27 dicembre del 2007, attorno alle isole Ischia, Procida e Vivara, ed è stata divisa in cinque zone di salvaguardia. In tutte le zone non sono consentite attività che possano minare le specie vegetali ed animali, tra cui la balneazione, la navigazione, l’ancoraggio e l’ormeggio. E’ gestito attualmente da un consorzio costituito dai sette Comuni delle isole Ischia e Procida, cui è affidata la tutela e la valorizzazione dell’ ecosistema marino flegreo. Ma, grazie alla vittoria ottenuta, tutto è di nuovo in discussione.