VARCATURO – E’ uscito dalla stanzetta, due passi, ed è finito in acqua. Così è annegato Anthony, il bimbo di 4 anni morto sabato in una villetta di Varcaturo. Al centro delle indagini ora c’è proprio quella piscina di due metri per sei metri, incastonata in uno spazio ricavato tra la parete esterna della stanza da letto e un muro che divide la proprietà della famiglia Ciotola con un’altra abitazione, dove l’unico spazio calpestabile su tre lati è il bordo vasca, di appena mezzo metro. Al bambino è bastato fare due passi, giusto la larghezza del cordolo, per poi finire nell’acqua profonda circa un metro e mezzo.

OMICIDIO COLPOSO – Spazi e distanze subito balzati agli occhi dei carabinieri che dopo la tragedia hanno sigillato quella piscina mettendola sotto sequestro. Le indagini sono coordinate dal pm della Procura della Repubblica di Napoli Vincenzo Calvagno D’Achille: si va verso l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Quasi una prassi in questi casi. Al vaglio ci sono anche eventuali responsabilità da parte dei genitori e della sorella di Anthony, l’unica presente nella villetta a due livelli di via Ripuaria al momento della tragedia. I carabinieri della Compagnia di Giugliano sono al lavoro per ricostruire ogni minuto di quell’arco temporale tra le 13 e le 14.30 di sabato. E soprattutto verificare la sussistenza di eventuali negligenze, nel rispetto dell’immane dolore che ha travolto la famiglia Ciotola, da parte della sorella e dei genitori. Dov’era la ragazza quando il fratellino è caduto in acqua? C’è stata una consegna del minore dai genitori alla figlia? Indagini che dovranno fare luce anche sulle modalità di costruzione di quella piscina, sui permessi e sul rispetto dei requisiti di sicurezza previsti per questa tipologia di impianti.