RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – «Mi chiamo Emanuela – sfortunatamente – La Pignola, vedova Colonna ed ho 70 anni. Pensavo a questa età di aver visto tutto nella vita e invece mi sbagliavo. La mia famiglia si vanta tanto di portare questo cognome ma dovrebbe solo vergognarsene. Il primogenito della stirpe infatti si è permesso di staccare le lettere del cognome di mio marito dal loculo dove avrebbe dovuto riposare, affermando che quel loculo fosse di sua proprietà. In realtà questo loculo fu assegnato decenni fa a mio padre, il quale, non avendone più necessità lo cedette a me che mi accollai le varie spese ma non firmammo alcun documento comprovante tale cessione per cui necessitavo del consenso di tutti gli eredi per deporre i resti di mio marito. Tre anni fa la stessa dinastia La Pignola mi obbligò di dover liberare il loculo per poi circa 10 giorni fa provvedere anche alla rimozione delle lettere come potete vedere dalla foto. Scrivo per condividere con voi questa storia che credo vada al di là dei dissapori familiari e anche per informare titolari ed eventuali futuri eredi del loculo che, vista la legge, per riempire il loculo, c’è bisogno anche del mio consenso che ovviamente non darò mai, quindi con le lettere tolte potrete solo giocare alle parole crociate».

Emanuela La Pignola, Colonna Antonio, Colonna Vincenzo.