POZZUOLI – La famiglia Giamminelli, attraverso Cronaca Flegrea, ha deciso di ringraziare la città di Pozzuoli e le istituzioni per il cordoglio e la vicinanza espressi in seguito alla morte del Professor Raffaele Giamminelli, figura di alto profilo culturale e memoria storica. Nelle righe che seguono pubblichiamo la lettera firmata dalla moglie Biby e dai figli Errico e Ciapy Giamminelli insieme a un suo vecchio dipinto del Rione Terra di Pozzuoli, l’Antica Rocca più volte raccontata dal professore attraverso le sue opere.

LA LETTERA – «La famiglia Giamminelli ringrazia tutti coloro che le sono stati vicini in questi giorni di profondo dolore per la perdita del carissimo Prof. Raffaele. Ringrazia il Sindaco e l’amministrazione comunale tutta per il significativo e commosso tributo al professore, espresso con viva partecipazione sui canali social e con sentito cordoglio in una missiva inviata ai familiari.

Ringrazia il Vescovo Mons. Gennaro Pascarella e tutta la Diocesi di Pozzuoli per la commovente vicinanza dimostrata, in ricordo anche del proficuo e fruttuoso percorso di collaborazione che il professore Giamminelli ha svolto con la Curia ed in particolare con l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici. Ma soprattutto ringrazia il Vescovo ed i sacerdoti che hanno officiato la cerimonia funebre nella Cattedrale di San Procolo Martire al Rione Terra: il luogo della città di Pozzuoli che ha segnato più profondamente la vita del professore, il luogo dove è nato, il luogo che lui ha amato raccontare anche in stato di abbandono, per mantenere viva la memoria dei puteolani, ricordando a tutti che lì si è fatta la storia della nostra città, il luogo dove è stato salutato nel momento in cui è tornato alla casa del Padre.

Ringrazia tutti i puteolani che, utilizzando prevalentemente i social i canali social, viste le limitazioni ai contatti diretti cui ci costringe questo periodo di pandemia, hanno ricordato il professore raccontando una loro esperienza, un momento di condivisione con lui o semplicemente manifestando dispiacere per la perdita di un uomo di grande cultura, puteolano, innamorato “visceralmente” della propria città, alla quale ha dedicato tutta la sua vita di studi».