POZZUOLI – Il male di vivere, un dolore antico, una voragine sociale dai fondali per certi aspetti ancora imperscrutabili. Un viaggio tra la compiacenza, tra lo scandalo velato però dall’abitudine; pugnalate inflitte alla necessità di un contesto legale, della tranquilla quotidianità. Minoranze confuse con una maggioranza ancora debole per potersi definire opponente. Non è semplice parlare di camorra senza scadere nella retorica, nel “già sentito”, “già visto”. L’impresa veramente difficile è scalfire la “disattenzione” il “disinteresse” di chi non è più disposto a scandalizzarsi per episodi o più in generale una concezione, un sistema, un pensiero quasi una dottrina particolarmente diffusa in ormai diversi tessuti sociali.

LA DONNA DEL BOSS – Nel suo libro, Matilde Andolfo si immerge in questa realtà e lo fa nella maniera più difficile, attraverso la voce di un atroce protagonista: “una donna di camorra”, Anna Cerrino, la “Donna del Boss”. Anna Cerrino, per oltre trent’anni la compagna di Francesco Bidognetti, boss dei Casalesi conosciuto Cicciotto ‘e Mezzanotte. Per anni è stata una persona di rilievo all’interno del clan. Nel 2007 è scappata da Casal di Principe e successivamente finita in manette, ha deciso di collaborare con la giustizia.  Matilde racconta la vita tribolata di una donna che ha vissuto senza la possibilità di concepire una realtà diversa da quella violenta intrisa di sangue e corrotta. Ma è proprio nel ravvedimento “l’essenza del libro”.  Lo scritto vuole trasmettere il messaggio sostanziale che  “Nessuno nasce camorrista, ma i giovani devono essere accompagnati”.

GLI STUDENTI INCONTRANO LE ISTITUZIONI – Stasera alle ore 18:30, presso la sala teatro di “In Arte Vesuvio” in via Marino Turchi (Na), la scrittrice presenterà il suo libro “la donna del boss” – il quaderno edizioni con un incontro dibattito promosso insieme agli studenti del liceo Margherita di Savoia. Un evento particolarmente sentito nella settimana in cui si ricordano i fiori recisi per mano delle mafie. “Incontrai per la prima volta Anna Carrino, che è stata la compagna del boss Bidognetti, proprio il 21 marzo di tanti anni fa. Nella storia “maledetta” di questa donna ho trovato tanti risvolti dai toni chiaro scuri. Lei è stata senza dubbio una donna di camorra, nel mio libro non le ho fatto sconti e tuttavia non smetterò mai di sottolineare che la scelta di Anna, quella di affrancarsi al sistema camorristico le è costata tanto. Anna ha pagato un prezzo altissimo rinunciando ai suoi figli e alla sua identità”. A moderare l’incontro Guido Pocobelli Ragosta. Interverranno il Capo della Procura di Avellino Domenico Airoma e l’assessore regionale alla Formazione Armida Filippelli. “A rendere “vivi” alcuni capitoli del libro il mio amico Ciro Sannino”. La serata sarà accompagnata dalle note del pianista Federico Mascolo che si esibirà in un suo personalissimo omaggio dedicato a tutte le vittime della criminalità organizzata. Il procuratore Airoma ha  detto di essere molto contento di incontrare i giovani liceali, “la vera lotta alla mafia comincia tra i banchi”.

La storia di Anna Carrino ha particolarmente colpito l’opinione pubblica. La decisione di Anna non ha lasciato indenne neanche la sua famiglia di origine che, a causa di quella scelta, subì anche un attentato. Il boss stragista Peppe Setola pianificò l’agguato avvalendosi di Gianluca, il figlio maschio di Anna e Francesco Bidognetti. Una doppia vendetta che avrebbe finito per rovinare irrimediabilmente la vita anche dei figli di Anna. E così è stato