Lino Pagliuca

POZZUOLI – Sono vuoti gli appartamenti dei Pagliuca nelle cosiddette “case parcheggio” in via Gavia Marciana, di quello che una volta era il regno della famiglia alleatasi con i Sarno di Ponticelli per sterminare i Beneduce non c’è più nulla. Con la madre Partorina Arcone che sta scontando 18 anni di carcere e il capostipite Salvatore detto “o biondo” di recente condannato all’ergastolo per l’omicidio Iacuniello-Di Bonito al Rione Toiano sono rimasti solo Mario Pagliuca detto “marittiello” e il figlio maggiorenne. Poi tutti via. Anche Cinzia Pagliuca, due cognate e i rispettivi figli. In sette hanno accettato il programma di protezione riservato ai parenti dei collaboratori di giustizia e che loro stessi avevano rifiutato all’indomani della decisione di Procolo Pagliuca di pentirsi. Ma ad agosto le cose non stavano come stanno oggi e l’incendio dell’auto del suocero di “Lino”, il papà di Francesca Mastantuoni, sembrava un episodio isolato.

Mario Pagliuca

CITTA’ PERICOLOSA – Poi la situazione è precipitata, complice anche la guerra per il controllo delle piazze di spaccio. I Pagliuca sono stati “marchiati”, la camorra non gli dà più alcun credito e allora via con la rappresaglia. Prima le minacce poi i raid incendiari, le gambizzazioni e gli spari che non hanno risparmiato nessuno. Nemmeno i più piccoli. Un mese fa durante l’ennesimo agguato ai danni dei Pagliuca un colpo di pistola sparato contro l’androne della palazzina di Mario Pagliuca sfiorò l’orecchio di una nipote. Poi arrivò, pochi giorni dopo, la gambizzazione del genero di 19 anni. E ancora le gambizzazioni di Girolamo Di Costanzo (davanti alla figlioletta di 7 anni), Luigi Del Giudice detto “o lione” e l’incendio alla porta d’ingresso del negozio riconducibile a Giovanni Marfella detto “Giannetto”, storico affiliato al clan di famiglia. Pozzuoli, ma soprattutto il Rione Toiano, sono diventati talmente pericolosi da indurre i sette familiari a lasciare la città per raggiungere una località protetta, proprio come fecero all’indomani del pentimento di Lino la moglie, i figli ed altri parenti.

POLVERIERA – Nel frattempo Toiano resta una polveriera, così come lo sono i “600 alloggi” di Monterusciello e Licola Mare al centro di uno scontro per il controllo delle piazze di spaccio. I Pagliuca ora sono con le spalle al muro, la camorra gli ha fatto intorno terra bruciata dopo averli “marchiati” per quel vincolo di sangue che non può essere perdonato.