POZZUOLI – Lo Chef Alfredo Colle – napoletano di nascita, ma puteolano di adozione – si è aggiudicato uno dei titoli più prestigiosi nel panorama culinario “Miglior Cuoco d’Italia”. Con la sua professionalità e simpatia è entrato nel cuore dei campani e non solo, durante la partecipazione al programma su “Tv8” chiamato “Cuochi d’Italia”, presentato dal bravissimo Alessandro Borghese insieme ad una giuria di due Chef Stellati: Gennarino Esposito e Cristiano Tomei. Una competizione originale in cui venti cuochi – simbolo delle venti regioni d’Italia – mostravano le rispettive tradizioni gastronomiche, e gareggiavano a colpi di piatti e padelle. Lo Chef Alfredo è uno splendido ambasciatore della nostra Terra, non solo perché ha vinto la gara televisiva, rappresentando la sua regione natia con umiltà e devozione, ma anche per la sua singolare carriera cosmopolita.

CUOCO INTERNAZIONALE – Alfredo ha avuto una vita professionale di tutto rispetto, difatti ha viaggiato in ogni dove sempre rimanendo radicato ai propri ricordi, esperienze, sapori, materie prime, e tecniche flegree tramandate da sua madre, cuoca a sua volta ed uno dei suoi più grandi amori.

Hai girato il mondo, in modo particolare, l’avventura americana è stata una delle più formative della tua esistenza. L’Europa parigina dei primi anni, la meta transoceanica hollywoodiana con il regista Francis Ford Coppola, l’esotismo orientale della svolta. Ci vuoi raccontare la tua formazione multiculturale ed esperienziale? Alla fine degli anni ottanta lavoravo alla pizzeria “Il Giardino” di Pozzuoli, poi mi sono trasferito nelle Marche per un breve periodo, dopodiché sono approdato all’estero tramite la famiglia Esposito – formata da grandi ristoratori -, fermandomi a Parigi. Nella città parigina c’è stato un incontro che mi ha cambiato la vita, ho conosciuto il regista americano Francis Ford Coppola, vincitore del Premio Oscar “Miglior regista” con “Il padrino – Parte II”, in seguito mi sono trasferito negli Stati Uniti come suo Chef personale. Lavorare per il Maestro mi ha aperto le porte degli Stati Uniti, infatti ho abitato là per quattordici anni, non ritornando mai nella mia terra d’origine. Ho girato ininterrottamente l’America stabilendomi a: Los Angeles, San Francisco, San Diego, Miami, New York, New Jersey, facendo una grande gavetta e tanti sacrifici. Negli ultimi sei anni lì, ho lavorato in una grandissima pizzeria chiamata “Mia Francesca”, composta da quarantacinque ristoranti. Viaggiando con Francis F. Coppola sono stato anche alla notte degli Oscar, ho cucinato per sua figlia Sofia, ho incontrato tantissimi attori suoi amici come: Nicolas Cage, Talia Shire, Al Pacino, Robert De Niro, Sharon Stone e Richard Gere. Successivamente ho esplorato Singapore, e sono ritornato a Parigi dove ho iniziato.

Perché pur aver vissuto tutte queste tappe multiformi nella vita, hai voluto partecipare alla gara “Miglior Cuoco d’Italia”? Cosa hai provato a vincere il titolo e ad essere giudicato da due Chef Stellati per la tua cucina basata sulla tradizione?Ho vinto perché in tutto quello che faccio ci metto l’amore e la passione. Mamma aveva un ristorante a Pozzuoli negli anni ottanta, e mi ha insegnato la cultura verso il cibo. Sono affascinato dalla città puteolana, ricordo con nostalgia il porto e il pesce fresco di quando ero piccolo, soprattutto ammiravo il pescato della Vigilia di Natale, gli incontri con la gente in piazza, le pizzette mangiate di sfuggita. In una delle mie puntate ho cucinato il pesce bandiera, poiché lo vedevo da bambino sulle bancarelle abbellito con il ghiaccio. Partecipare al programma ha significato omaggiare la tradizione flegrea, a cui io devo molto, ed inoltre volevo essere giudicato da grandi Chef stellati, per avere critiche costruttive e migliorarmi subitamente. Nell’ultima puntata ho pianto davanti al mio piatto, perché avevo capito di aver fatto bene in venticinque anni di carriera.

Ho dedotto che il tuo obiettivo è rimetterti in gioco, e provare sempre nuove sperimentazioni. Quali sono i tuoi progetti futuri, adesso che sei il “Miglior Cuoco d’Italia”? Cucinerai tu a Natale, ritornando nella tua Terra? Adesso sono Chef a Milano nel ristorante “Grill Inn Store Pogliano”, sono orgoglioso di far parte di questa grande famiglia, non è un caso che il Direttore è anche lui un cuoco, lavorando per vent’anni come Personal Chef di Dolce & Gabbana. Faccio corsi di formazione continui e cerco di imparare da chiunque. Potete seguirmi via Social su: Facebook alla Pagina “Chef Alfredo Colle”, e Instagram con il nome “Alfredo Colle” Chef. Ho intenzione di mettere dei tutorial dedicati alla cucina campana. Il ventiquattro dicembre ritorno a Pozzuoli, in Piazza, salutando e ringraziando tutti per l’amore dimostrato nei miei confronti. Quindi, io alla Vigilia ci sarò. Ritornerò a casa per i miei nipoti che sono il mio amore, e mia madre cucinerà.