POZZUOLI – Nella villetta di Pescopagano, utilizzata come nascondiglio e base operativa, insieme a Carlo Avallone c’erano anche la compagna Anita e Vincenzo Viola, altro soggetto di Licola Mare sottoposto a sorveglianza che come il “fantasma” da tempo aveva fatto perdere le proprie tracce. E proprio Licola Mare nelle ultime settimane era diventata terra di battaglia con spari contro auto di famiglie di pusher e intimidazioni ad attività commerciali. Insieme a Viola, Avallone e alla compagna di quest’ultimo sono state arrestate altre due donne, il giovane braccio destro di “Carlucciello” e un altro uomo: tutti sono accusati di favoreggiamento. Nella serata di ieri i sette sono stati tradotti nei carceri di Poggioreale e Pozzuoli mentre un 17enne è stato denunciato a piede libero.

REPARTI SPECIALI – Per catturare Carlo Avallone è stato necessario l’intervento del G.I.S., reparto d’élite dell’Arma dei carabinieri in passato utilizzato per azioni di antiterrorismo e per la liberazione di ostaggi. Di stanza a Livorno, il Gruppo d’Intervento Speciale ha dato supporto ai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Pozzuoli e del Nucleo Investigativo di Napoli, che hanno stanato il 30enne in un villino a Pescopagano. Carlo Avallone era destinatario di un decreto di fermo -emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli- per tentato omicidio e tentata estorsione e per detenzione e porto illegali di armi e altro, reati aggravati dalla modalità mafiosa.
FUOCHI D’ARTIFICIO –  Dopo la notizia dell’arresto -data in anteprima dal nostro giornale nei primissimi minuti successivi alla cattura -nel quartiere di Monterusciello, storicamente roccaforte del clan Longobardi, sono stati esplosi fuochi d’artificio. Nel quartiere tartassato da stese, spari, gambizzazioni e intimidazioni a commercianti, si era formato lo zoccolo duro del “gruppo-Avallone”, in particolare nella zona dei “600 alloggi” dove i carabinieri hanno arrestato tre suoi fedelissimi.
 IL VIDEO DELLA CATTURA