Alla vittima erano stati chiesti 700mila euro

NAPOLI – Aveva pagato tre persone per estorcere denaro a un procacciatore d’affari. Stamattina, i poliziotti del Commissariato San Giorgio a Cremano, in applicazione ad un’ Ordinanza del Tribunale di Napoli, hanno arrestato e poi condotto agli arresti domiciliari il 27enne pregiudicato di San Giorgio a Cremano Salvatore Cappiello, la 59enne di Ercolano Rosa Genovese, il 48enne di Fano (Ps) Giovanni Amendola ed il 47enne romano Domenico Zangrilli. I quattro sono indagati per un tentativo di estorsione aggravata in concorso.

 

MINACCE E SOLDI – La vittima della tentata estorsione è un procacciatore d’affari del posto. L’uomo aveva assunto negli anni scorsi un rapporto di collaborazione con un imprenditore romano, Domenico Zangrilli. Il suo compito era quello di procurare i clienti al 47enne e a pagamento avvenuto riscuoteva il compenso come percentuale sull’affare dallo stesso committente. Ultimamente alcune aziende clienti di Zangrilli ed a questo presentate dal procacciatore di San Giorgio a Cremano, pur avendo ricevuto un cospicuo anticipo, non avevano consegnato la merce stabilita dal contratto. Il totale delle somme versate e non ripagate con la controprestazione era di 700.000 euro. A questo punto l’imprenditore romano oltre ad intraprendere la via giudiziale per il recupero della somma, ha ben pensato di rifarsi sul procacciatore d’affari facendolo minacciare da persone da lui assoldate.

 

LE MINACCE – La vittima si è vista infatti contattare dalla Genovese, vicina ad un noto clan di Ercolano e dal suo convivente l’Amendola. I due lo hanno chiamato a telefono e gli hanno chiesto un appuntamento nel corso del quale hanno rivendicato come di loro spettanza i 700.000 euro pretesi dal Zangrilli. Il procacciatore, alquanto meravigliato, ha ovviamente spiegato che non spettava a lui risarcire quella somma e che comunque il Zangrilli si stava muovendo anche sul piano legale. Successivamente i due si sono presentati a casa della vittima e stavolta in compagnia di Cappiello. Il giovane ha subito manifestato la sua appartenenza ad un noto clan camorristico di San Giorgio per poi passare alle minacce di morte. La vittima ha quindi palesato l’intenzione di denunciare l’accaduto ed a quel punto il Cappiello lo ha letteralmente preso per il collo e minacciato ancora, tanto lui quanto la sua famiglia.

 

LA DENUNCIA E GLI ARRESTI – Mosso dal timore per l’incolumità della sua famiglia, l’uomo ha riferito il tutto alla Polizia che dopo aver raccolto numerose testimonianze, su disposizione del GIP del Tribunale di Napoli ha eseguito i quattro provvedimenti restrittivi. Questa mattina sono stati quindi arrestati, Cappiello a San Giorgio a Cremano, la coppia Genovese Amendola a Fano (Ps) e Zangrilli a Roma. Gli ultimi due arresti sono stati effettuati in collaborazione con le Squadre Mobili rispettivamente di Pesaro e Roma. Nel pomeriggio i quattro malviventi sono stati condotti dai poliziotti ai loro domicili per essere quindi sottoposti alla custodia cautelare in attesa del giudizio penale.