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Il Vulcanologo De Natale attacca le Istituzioni «Inerzia dopo 3 anni di terremoti. Un disastro annunciato»

Il Vulcanologo De Natale attacca le Istituzioni «Inerzia dopo 3 anni di terremoti. Un disastro annunciato»
  • Pubblicato5 Agosto 2026

POZZUOLI«Non serve a nulla, e facendo il mio mestiere dispiace ancora più dover ammettere: ve lo avevo detto. Ed in questo caso particolare, un terremoto più che annunciato che ha devastato il territorio con immagini davvero apocalittiche, è ancora più frustrante: ti fa mettere seriamente in dubbio che il tuo mestiere serva a qualcosa.» È quanto scrive Giuseppe De Natale, vulcanologo e dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che fa un excursus di quanto accaduto negli ultimi giorni in seguito a quella che è stata la scossa più forte di sempre registrata a Pozzuoli «Cominciamo con le cose più banali, – afferma De Natale – già queste raccontate dai media con incredibile sciatteria e pressappochismo: il terremoto del 31 Luglio 2026, ora locale 19:46, di magnitudo durata 4.7 avvenuto in zona Solfatara a poco meno di 3 km di profondità, è sicuramente il più forte avvenuto negli ultimi 450 anni almeno, ossia dal 1580 quando terminò la sismicità ai Campi Flegrei dopo l’eruzione del 1538 (sismicità riapparsa soltanto nel 1970). Molti media riportano ‘il più forte degli ultimi 40 anni, come se nel 1986 fosse avvenuto qualcosa invece del nulla. Ed è già incredibile che anche su testate prestigiose si legga, ad ogni terremoto che supera la massima magnitudo precedente, questa ricorrente assurdità.»

L’INERZIA – De Natale pone l’indice contro le Istituzioni, colpevoli di non aver messo in atto una struttura a supporto della popolazione
«Poi, sconvolge l’impunita inerzia delle Istituzioni nelle misure più elementari di salvaguardia della popolazione: – spiega – non è possibile che dopo 3 anni di terremoti devastanti sempre più forti, in cui si sfiorano tragedie ogni volta più rocambolescamente, non si sia ancora dotata quest’area almeno dei servizi minimi di sanità, vigilanza, assistenza e soccorso, quantitativamente sufficienti a gestire gli episodi maggiori di crisi sismica, che si sa essere ricorrenti. Ed è parimenti surreale che, appena dopo ogni forte terremoto, le istituzioni di governo del territorio si assopiscano quasi non avessero ancora compreso che, finché durerà il sollevamento del suolo, c’è la certezza che la sismicità continuerà e si avranno altri terremoti maggiori, di magnitudo simile a questi ultimi o anche significativamente più forti. Quest’ultimo evento ha causato 26 feriti tra cui due gravi: per incredibile fortuna non ci sono state vittime.»
“DISASTRO ANNUNCIATO” – «La mia domanda – conclude – è: possono questi danni ingenti, questi feriti, queste tribolazioni imposte per incuria e disorganizzazione alla popolazione (rimasta peraltro senza acqua per alcuni giorni dopo il terremoto) essere definiti ‘calamita’ naturali’? Perché sono disastri annunciati: e li avevo annunciati io stesso, ci sono le carte protocollate negli archivi ufficiali di varie istituzioni. Perché è facile affermare banalità e baggianate quali: ‘i terremoti non si possono prevedere’, ‘in quest’area è sempre stato così, bisogna conviverci’, o la più stolta e miserabile ‘avete scelto voi di vivere abusivamente in un territorio ad alto rischio’. Ma il buon senso, e soprattutto le carte protocollate, sono in grado di spazzare via qualunque inconsistente alibi.»