Il veto del M5S su Manzoni fa insorgere il PD di Pozzuoli «Ridicoli, non hanno manco il 10%»
POZZUOLI – «Ridicoli, non hanno manco il 10%», «Pure le pulci hanno la tosse», «Non sa manco come è arrivato in Parlamento». Il veto del Movimento 5 Stelle sulla ricandidatura a sindaco di Gigi Manzoni ha scatenato le ire della base cittadina del Partito Democratico di Pozzuoli. Tanti i commenti e le reazioni da parte dei membri del direttivo, che hanno attaccato senza termini il deputato Antonio Caso e l’idea del M5S di mettere in discussione la ricandidatura del sindaco uscente. Manzoni ad oggi non gode delle simpatie dei cittadini e il suo operato finora è ritenuto “insoddisfacente” per non dire “fallimentare”, motivo per cui a Pozzuoli in tanti auspicano un ritorno di Enzo Figliolia, qualora dovesse risolvere le sue delicate vicende giudiziarie. Ed è proprio il basso indice di gradimento nei confronti di Manzoni e il vecchio feeling con l’ex sindaco, che ha portato il M5S ad avanzare l’idea del veto.
IL CAMPO LARGO – Resta da capire, però, cosa succederà a Napoli, dove si gioca il futuro di Manzoni. Il Campo Largo a Pozzuoli si è dimostrato fallimentare e quello che oggi governa la città non è altro che un gruppo nato da circostanze fortuite e da interessi personali (vedi Gennaro Andreozzi, Enzo Pafundi, Enrico Russo che il giorno prima erano pronti a sciogliere il consiglio comunale per poi sedersi davanti al sindaco 24 ore dopo). Gli sponsor politici di Manzoni (Mario Casillo e Lello Topo) lo sanno ma mai prenderanno in considerazione di “scaricare” il sindaco uscente che da sempre si è mostrato un soldato del PD portando voti a tutti i candidati calati dall’alto. La fiducia c’è, ma non è certamente a tempo indeterminato.



























