POZZUOLI – Sono a dir poco surreali i risvolti che sta assumendo la vicenda della perforazione del pozzo geotermico in via Antiniana ad Agnano. A gettare altra benzina sul fuoco è il vulcanologo Giuseppe De Natale, responsabile scientifico per l’INGV del progetto Geogrid, attraverso delle pesanti dichiarazioni rilasciate oggi al Corriere del Mezzogiorno: «Non ho mai agito senza informare l’Istituto. Doglioni era perfettamente a conoscenza di tutto, informato con atti ufficiali e interni da me, in qualità di referente scientifico per INGV, nonché da tutta l’associazione temporanea di scopo Geogrid». A conferma di ciò, De Natale fa riferimento ad una richiesta di rimodulazione del progetto, datata 23 Aprile, che sarebbe stata fatta alla Regione Campania dai rappresentanti legali di tutti gli enti coinvolti, e quindi anche da Doglioni, nella quale si fa esplicito riferimento alla “trivellazione” di Agnano. Insomma, parole esplosive, destinate ad alimentare le polemiche e ad arricchire il fascicolo d’inchiesta aperto dalla Procura di Napoli.

SMENTITA LA VERSIONE DI DOGLIONI – La versione di De Natale smentirebbe incredibilmente le dichiarazioni che il Presidente dell’INGV ha rilasciato a più riprese, nei giorni scorsi, in cui si è detto completamente all’oscuro della realizzazione del pozzo. Prima in una nota di risposta, datata 24 Giugno, all’interrogazione della Consigliera Regionale del M5S, Marì Muscarà, nella quale si legge: «Si tiene a precisare che tale progetto di perforazione è stato realizzato all’insaputa dell’attuale amministrazione dell’INGV. Il Progetto Geogrid fu lanciato all’inizio del 2016 dalla precedente amministrazione dell’ente e la costituzione della successiva ATS è stata realizzata senza che all’INGV fosse consegnato l’allegato tecnico che prevedeva la perforazione stessa. Non appena venuti a conoscenza dell’operato di Graded e della fuga di gas, il sottoscritto ha invitato tutti gli attori coinvolti a far chiudere minerariamente subito il pozzo al fine di fermare l’emissione della fumarola».  Poi in un “verbale” dell’incontro tenutosi il 9 luglio presso l’INGV di Roma con la Senatrice del M5S, Silvana Giannuzzi: «Il referente scientifico dell’INGV Giuseppe De Natale non ha mai informato l’attuale amministrazione dell’INGV circa la localizzazione, la tempistica e tantomeno le modalità di realizzazione delle perforazioni geotermiche previste nel progetto. L’INGV non ha avuto contezza delle scelte operative e non ha dato nessuna autorizzazione in merito. Non appena venuti a conoscenza dell’avvenuta perforazione, l’amministrazione INGV ha chiesto alla capofila del progetto (GRADED) e a tutti gli organi competenti, Protezione Civile Nazionale e Regionale, Sindaco di Pozzuoli, di chiudere subito il pozzo minerariamente.»