POZZUOLI – Emanuele Casapulla, presidente della Puteolana 1902. Una figura dapprima sostenuta dalla tifoseria, poi deposta, quasi osteggiata. Il Presidente ripercorre con noi quest’anno calcistico tra glorie, incertezze future e risposte doverose ad una piazza festante ma ancora stordita dai recenti trascorsi societari. Parole che suonano la carica con una nota di rivalsa e pensieri meritocratici. E che attendono, adesso, i fatti…

Presidente, le prime impressioni sulla serie D…«Nei mesi che hanno preceduto l’arrivo della promozione, ma anche e soprattutto nel primo periodo post Covid-19, quando ancora non si sapeva se il Campionato sarebbe ripreso, il lavoro per la Puteolana è stato costante, silenzioso e mosso da un unico obiettivo: quello di non vanificare tutto ciò che di buono era stato fatto in un anno e mezzo. Tutte le decisioni da me intraprese a livello societario sono state prese con una forte motivazione alla base, ovvero quello di continuare a fare solo ed esclusivamente il bene della 1902, che poi è stato l’unica linfa che ha sempre animato il mio lavoro per la piazza di Pozzuoli. E tutto ciò è stato meditato in un momento in cui ero completamente solo, con una piazza contro e spinto da molti ad abbandonare. Una crepa che si è venuta poi a formare in ciò che si stava costruendo non poteva rovinare tutto e io non potevo permettere che ciò accadesse, in primo luogo per me stesso, che tanto ho sacrificato della mia vita personale, professionale e che tanto ho investito in termini economici. E questo non tutti possono saperlo, soprattutto chi non vive il lavoro che c’è dietro a tutto questo 24 ore su 24, e può guardare solo quella che è la punta di un grosso iceberg. Spesso i non addetti ai lavori possono dimenticarsi di quanto c’è dietro ad una partita di calcio, soprattutto se parliamo di Eccellenza, limitandosi a gioire se le cose vanno bene e a discostarsi immediatamente dalla causa se le cose vanno male. Ma le partite non si giocano solo di domenica o solo quando la squadra della propria città può dare la visibilità che si cerca. E chi si assume le responsabilità di abbracciare un progetto del genere sa benissimo che per passare dalla glorificazione alla condanna in pubblica piazza può bastare davvero poco. E io ho vissuto entrambi questi momenti. Ma se sono serviti per vedere ritornare la mia Puteolana in D, posso dire che per me tutto è ormai archiviato e sono pronto a guardare avanti.»

Circolano voci che lei possa lasciare o cedere il titolo… «Il titolo non si muove da Pozzuoli né ora né tra 10 anni. Il calcio non è una vetrina, non è un modo per farsi un buon nome, per parlare solo quando si cerca di accaparrarsi consensi o per guadagnarsi un qualche tipo di posizione in città, ma è gioia e dolori, è cadere e sapersi rialzare, è non abbandonare mai la causa e continuare a crederci anche quando tutto sembra remare contro. Poi, dopo gli investimenti economici, dopo il lavoro che non conosce orari e dopo la vera esposizione mediatica, nel bene e nel male, vengono i post sui social. Io sono il Presidente di questa società, io sono chi l’ha risollevata dalle ceneri, io ci ho investito, io ci lavoro quotidianamente tutti i giorni, io mi sono preso gioie e dolori io mi porto sulle spalle il peso della responsabilità e di un’intera città. E non ho avuto la presunzione di autoproclamarmi artefice di questa promozione. Non capisco cosa possa spingere altri a farlo. Soprattutto considerando il fatto che ci sono persone che hanno concretamente aiutato la causa Puteolana e non hanno aperto bocca. Da tutto ciò si può intuire quale fosse il mio stato d’animo prima di conoscere le decisioni della LND sulle promozioni in D. A tal proposito è doveroso da parte nostra ringraziare la Lega nazionale Campania e il Presidente Zigarelli per averci rappresentato così come meritavamo e per aver svolto un lavoro eccellente per tutte le realtà calcistiche campane e per aver accontentato tutti».

Che Puteolana sarà e cosa dovranno aspettarsi i tifosi? «La Puteolana del futuro sarà costruita solo ed esclusivamente per renderla altamente competitiva e per portarla nelle posizioni che merita per storia cittadina e calcistica, per prestigio e per il calore della tifoseria, sempre presente in casa e in trasferta. Le scelte tecniche cadranno ovviamente su elementi che potranno riuscire concretamente a creare un bel gioco e a rendere ogni partita anche uno spettacolo bello da vedere. In questo senso tutto sarà studiato nei minimi particolari. La mia intenzione è quella di inserire tasselli, societari e tecnici, in perfetta sintonia e uniti da comuni intenti, dove tutti dovranno lavorare in silenzio per remare in un’unica direzione. Ovviamente, dato il salto di categoria, la professionalità e la serietà saranno due discriminanti importanti nelle mie scelte. Insomma, la 1902 sarà costruita per dire la sua in ogni stadio».

Il rapporto con la piazza di Pozzuoli si è incrinato, però… «Dopo 20 anni dall’ultima promozione ottenuta sul campo risalente all’epoca Cesarano i tifosi granata hanno rivissuto di nuovo momenti di euforia, trepidazione e, soprattutto, di immensa soddisfazione. A tal proposito ci tengo a ribadire che per noi si parla di ripescaggio, ma di promozione diretta, dati i numeri che siamo riusciti a conquistare e che ci hanno piazzati al terzo posto come migliore d’Italia. Quindi hanno buonissime ragioni per festeggiare, con enorme orgoglio e soddisfazione. Il rapporto con la piazza di Pozzuoli è stato ovviamente condizionato dagli avvenimenti ed è stato, quindi, altalenante. Diciamo che ho sicuramente provato su di me tutto l’amore che nutrono per la 1902 e che anche io ho assorbito appena ho messo piede nella città flegrea. Io mi sono sempre sentito uno di loro e proprio per questo motivo ho sempre lavorato e maturato decisioni per la Puteolana in primis come tifoso e poi come Presidente. Credo che questo era sotto gli occhi di tutti. Proprio perché tra me e la piazza si era creata una buona intesa ho sempre voluto che tra me e loro si instaurasse anche un rapporto diretto perché sono convinto che il calcio è dei tifosi e che abbiano il diritto di sentirsi coinvolti nella causa, soprattutto se parla di sostenitori calorosi come quelli granata. Diciamo che da quest’anno mi aspetto un atteggiamento più professionale anche da parte loro, dato il salto di categoria. Ciò che chiedo ai tifosi è quello di lasciar lavorare dirigenza e calciatori non interferendo con il loro operato e con il modo peggiore possibile, ovvero attraverso la diffusione di false notizie che, nel momento in cui iniziano a circolare, hanno già creato danni. I calciatori e i dirigenti devono ovviamente essere in costante contatto con i loro tifosi, ma è un contatto che mi aspetto che avvenga sugli spalti degli stadi e non sui social o tramite telefono. Ognuno dovrà avere i propri ruoli, i calciatori in campo, i tifosi sugli spalti. Contattare telefonicamente o sui social i calciatori sappiate che destabilizza in primis loro.»

Presidente, c’è la forza economica per sostenere dal serie D? Il chiacchiericcio cittadino, che può essere annoverato come una delle cause che ha danneggiato la società, può creare grossi problemi e minare la serenità di un gruppo. I soldi ci sono, problemi economici non ce ne sono. È ovvio, Pozzuoli è una grande piazza e la Puteolana è sulla bocca di tutti ed è giusto che se ne parli. L’importante è farlo in modo costruttivo e non prendendo per buono tutto ciò che viene detto, soprattutto se le notizie, buone o cattive che siano, vengono diffuse dai non addetti ai lavori. Ripartiamo dagli errori dell’anno scorso per continuare a costruire una grande e gloriosa 1902”.