Matteo RenziPOZZUOLI – E’ arrivato in aereo a Napoli per poi spostarsi in elicottero a Pozzuoli dove è atterrato sulla pista dell’Accademia Aeronautica. Dopo un breve saluto col comandante Nicola Lanza De Cristoforis ha raggiunto in auto l’ex Consorzio Olivetti super blindato per l’occasione. E’ stato circa un’ora e mezzo nel capoluogo flegreo il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che quest’oggi ha partecipato all’evento “Come ricerca e innovazione possono diventare un volano per l’economia del Paese” che si è svolto presso l’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) insieme al direttore del Tigem Andrea Ballabio, il direttore generale della Fondazione Telethon Francesca Pasinelli, il presidente della Fondazione Telethon Luca Cordero di Montezemolo, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia.

LE PAROLE DEL PREMIER – «C’è un punto che ci possiamo permettere di affrontare: come sarà l’Italia dei prossimi trent’anni? – ha detto il Premier Matteo Renzi dopo aver visitato i laboratori del Tigem – Vivremo più a lungo ma dovremmo mantenere il nostro livello di vita. Settemila malattie rare, sembra una contraddizione in termini, rappresentano una sfida. Non c’è contraddizione tra il progetto dell’area Expo e i progetti che si possono fare sull’area di questi territori. L’obiettivo è fare di Bagnoli e dell’area ex Olivetti luoghi attrattivi per le aziende a livello internazionale»

LE FOTO (di Angelo Greco)

 

INVESTIMENTI – La Fondazione Telethon ha investito in ricerca dalla sua nascita oltre 450 milioni di euro, ha finanziato oltre 2500 progetti con oltre 1500 ricercatori coinvolti e più di 470 malattie studiate. Ad oggi grazie a Telethon sono state messe a punto terapie per alcune malattie rare prima considerate incurabili (ADA-SCID, leucodistrofia metacromatica e sindrome di Wiskott Aldrich). Per altre malattie, inoltre, sono in corso o in fase di avvio studi clinici per la valutazione di nuove terapie, mentre continua nei laboratori finanziati da Telethon lo studio dei meccanismi di base e di potenziali approcci terapeutici per patologie ancora senza risposta. Esempio concreto dell’applicazione del modello di finanziamento Telethon e allo stesso tempo di come in Italia sia possibile fare ricerca di eccellenza è il Tigem, il primo istituto fondato da Telethon nel 1994, ubicato nell’area dove un tempo sorgeva il prestigioso stabilimento Olivetti. In 22 anni di attività il Tigem ha dimostrato di saper capitalizzare il finanziamento di Telethon di oltre 67 milioni di euro ottenendo finanziamenti esterni, italiani, internazionali e industriali, che dal 1999 ad oggi ammontano a circa 70 milioni di euro.

BallabioGLI STUDI – Andrea Ballabio direttore del Tigem, che ad oggi è l’unico ricercatore in Italia insignito del prestigioso premio Louis-Jeantet (2016), ha spiegato: «Molte sono le scoperte fatte al Tigem sui meccanismi alla base delle malattie genetiche. Inoltre, il nostro Istituto oggi è un vero centro di ricerca traslazionale, dove le scoperte fatte in laboratorio hanno la possibilità di tradursi in terapie. Ciò è avvenuto ad esempio con la terapia genica per malattie rare come l’amaurosi congenita di Leber, una forma di cecità ereditaria. Stiamo inoltre per avviare uno studio clinico con terapia genica per il trattamento della mucopolisaccaridosi tipo VI, malattia caratterizzata da gravi problemi soprattutto a carico di ossa e articolazioni. Abbiamo anche dato vita a un progetto dedicato alle malattie senza diagnosi, il primo in Italia che si ispira ad analoghi programmi internazionali».

TelethonIL LAVORO DI TELETHON – Francesca Pasinelli, direttore generale della fondazione Telethon ha commentato: «I risultati raggiunti dall’Istituto Telethon di Pozzuoli sono la dimostrazione dell’efficacia di un modello di gestione del finanziamento della scienza. A ulteriore conferma vi è il recente successo dell’Istituto San Raffaele-Telethon di Milano: per la prima volta al mondo è stata immessa in commercio ed è oggi disponibile per tutti i pazienti una terapia genica, Strimvelis, per la cura di una rara malattia genetica l’ADA-SCID che compromette gravemente il sistema immunitario dei bambini che ne sono colpiti. Un risultato reso possibile grazie a un’alleanza strategica con l’industria farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK). Negli Istituti Telethon si concretizzano competenza, valorizzazione del merito, innovazione, capacità di collaborazione tra pubblico e privato e coraggio negli investimenti: elementi che se fossero replicati su larga scala potrebbero permetterci di ambire a un ruolo di primo piano nel panorama internazionale, come molte volte auspicato ma non ancora messo in pratica».

Luca Cordero di MontezemoloIL PRESIDENTE – Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Fondazione Telethon ha sottolineato: «Nell’attuale scenario che caratterizza l’Italia dove spesso prevale l’insoddisfazione o l’autocommiserazione per quanto non funziona, esistono realtà di cui andare orgogliosi che dimostrano come anche in Italia si possano valorizzare le competenze e i ‘cervelli’ formati nelle nostre Università. La Fondazione Telethon ne è un esempio. Uno dei problemi del nostro Paese è la scarsa capacità di utilizzare nella maniera più produttiva le risorse disponibili. Non di rado sono stati restituiti all’Europa fondi inutilizzati. L’Istituto Telethon di Pozzuoli, al contrario, ha dimostrato di saper ben spendere i finanziamenti ottenuti. Se la ricerca scientifica italiana lavorasse con gli stessi parametri di produttività e la stessa capacità dei ricercatori Telethon di attrarre fondi, si creerebbe un valore tale da rendere la ricerca davvero un volano di crescita e sviluppo economico».