QUARTO – Ventimila euro al mese dalla piazza di spaccio della 167 di Quarto da versare nelle casse del clan per pagare gli stipendi agli affiliati e mantenere i detenuti in carcere. Droga ed estorsioni che facevano gola ai maranesi che per la loro gestione avevano delegato due esponenti dei Polverino e due degli Orlando. La decisione arrivò nel corso di una riunione a cui parteciparono Lorenzo Nuvoletta e Armando Lubrano insieme ad altri elementi di spicco del clan.

LA DECISIONE – “Nel corso dell’incontro si decise che in quel momento a Quarto e Marano si poteva vendere anche la cocaina perché era necessario incrementare le entrate per pagare gli stipendi ai detenuti e agli affiliati. Si decise anche che la piazza di spaccio della 167 non doveva dare 6mila euro bensì 20mila, di cui 10mila per la cocaina” – è quanto riferito dal collaboratore di giustizia Teo Giannuzzi che ha fatto luce su anni di camorra tra Quarto, Marano e Pozzuoli. Le piazze di spaccio venivano supervisionate da Pasquale Baiano, mentre il numero due Vittorio Felaco aveva il compito di organizzare e approvvigionarle. Alla droga venivano dati nomi in codice: tra questi c’era la “macchina”, che stava ad indicare un quantitativo di 300 kg di hashish, poi venduto a 1.200 euro al chilo.