POZZUOLI – Travolto dalla catastrofe elettorale Figliolia non solo ha evitato di spiegare la sua ultima sconfitta sui social, ma non ne ha parlato nemmeno con i suoi stretti congiunti del PD. Messa da parte la candidata, accantonata in fretta e furia, resta lui il grande sconfitto del PD. Figliolia venerdì non si è presentato alla riunione del direttivo dove i suoi ‘compari’ avevano tra le mani un bel po’ di domande a cui lui non avrebbe saputo rispondere.

LE (NON) PROMESSE – E’ cosa nota in città che il sindaco si sia fatto imporre dai ‘signor nessuno’ del partito (Sarracino e Valente) il nome del candidato senza battere ciglio, mentre con i signori che veramente contano (Casillo per intenderci) ha balbettato una finta promessa (non presa nemmeno in considerazione dei suoi interlocutori visto il pregresso) e ha consegnato Mario Casillo nelle mani di Gigi Manzoni che ancora una volta ha raccolto le elemosine che Figliolia pensava di dargli realizzando un castello. Oggi il sindaco per essere ricevuto da Casillo a quale interlocutore deve rivolgersi per chiedere appuntamento? Sicuramente ha bisogno del Franco Cammino di turno per essere ricevuto da Enza Amato.

DISASTRO ELETTORALE – Uno scenario tristissimo dove persino i pochi fedelissimi che ancora credono che dietro ogni cosa che faccia Figliolia, compresi i flop, ci sia una strategia, una sua scelta precisa sono demoralizzati. Sognava qualsiasi cosa questa estate Figliolia. Ora non gli resta che eseguire qualche ultima disposizione che arriva dai commissariati di governo. Grazie ai passi falsi del quasi ex sindaco, Pozzuoli e i Campi Flegrei restano feudo dove i signori della regione si recheranno come al solito accolti con tappeti rossi e inchini. Doveva e poteva esserci un consigliere regionale flegreo a palazzo Santa Lucia senza le scelte che il “fragile” Figliolia si è fatto imporre da Napoli e che poi il forte Figliolia ha imposto al suo partito a Pozzuoli. E ora? Nessuna spiegazione. Un triste modo per far calare il sipario. Che forse neppure lui meritava così. Non gli restano che i post sull’emergenza di questi mesi. L’ultimo modo per far sentire che c’è. E intanto il direttivo del PD attende lumi sul disastro elettorale.

Il Cecchino