QUARTO – Alfonso Cesarano, il “re delle pompe funebri”, è morto. L’uomo, 59 anni, è deceduto mentre si trovava ristretto nel carcere di Secondigliano. Dopo un malore, Cesarano è stato trasportato all’ospedale Cardarelli dove poi è spirato. Il magistrato ha disposto l’autopsia che verrà effettuata al Secondo Policlinico.

LE VICENDE GIUDIZIARIE – Personaggio quanto meno discusso, Cesarano era a capo di un vero e proprio impero, con diverse agenzie funebri attive tra Quarto, Marano, Calvizzano ed altri centri dell’hinterland. Era finito in manette l’ultima volta poco più di un mese fa, con l’accusa di aver aggirato il divieto di organizzare funerali dopo l’arrivo di più interdizioni antimafia nei confronti della sua holding. Inoltre, era imputato nel processo in corso che lo vedeva alla sbarra assieme ad altri, con le accuse di associazione di stampo mafioso per aver avuto rapporti con il clan Polverino, voto di scambio, illecita concorrenza con minacce e violenza.