NAPOLI – Sono due le dipendenti delle Terme di Agnano che rischiano il licenziamento o che dovranno accontentarsi di un salario dimezzato con un contratto part-time. Entrambe lavorano nell’azienda da almeno dieci anni. Il clima è sempre più teso tra i lavoratori del sito termale di Napoli. Molti quelli che nel corso degli anni sono stati spostati nelle file di Asia, azienda che si occupa della raccolta di rifiuti urbani per la città. L’azienda “Terme di Agnano” è una società partecipata al 100% dal Comune di Napoli che conta oggi 26 dipendenti. Nella giornata di ieri in sette hanno promosso un sit in pacifico davanti ai cancelli per manifestare il proprio malcontento nei confronti della gestione politica ed aziendale. «Spesso svolgiamo mansioni che non ci competono e che sono discriminanti rispetto alle nostre qualifiche – affermano con rabbia i promotori del presidio – . Alcuni di noi dovrebbero stare alla fine della loro carriera professionale e non vivere questo incubo. Abbiamo già provato tutti gli ammortizzatori sociali nel corso di questi anni; siamo davvero stanchi». I debiti accumulati dalla società sono tanti e a farne le spese sono i lavoratori.

LA BATTAGLIA – Al fianco dei promotori dello sciopero anche Giuseppe Silvestro, segretario generale della Uiltucs Campania, che richiede con forza un intervento del Comune di Napoli affinché si possa accelerare con la delibera di Consiglio Comunale che prevede la vendita delle quote societarie ai privati ai fini di salvare la struttura e soprattutto tutelare il personale. «Lavoratori trasferiti in altre partecipate, alcuni con la spada di Damocle di possibili licenziamenti, ora una nuova possibile ondata di tagli di orari e di stipendi che rischia di affossare definitivamente il sito termale partenopeo», denuncia il sindacalista.