POZZUOLI – «Purtroppo è sempre più evidente che Gomorra, più che una fiction, è un vero e proprio reality sulla camorra con continui intrecci che emergono, come quello relativo ai fondi neri usati per pagare l’affitto della villa del boss». Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli de La radiazza, aggiungendo che «ormai Gomorra ha perso quel ruolo di denuncia che ha avuto il libro di Saviano ed è diventato una sorta di marchio di fabbrica usato per continuare a raccontare le gesta dei camorristi che, stando a quanto emerso con diverse indagini, hanno messo più di un piede sui set della fiction e del film come dimostrano anche gli arresti di alcuni dei protagonisti. Ora, tra qualche giorno, con la messa in onda della terza serie, Gomorra tornerà a catturare l’attenzione di milioni di persone riportando un’immagine distorta della realtà di Napoli e della Campania -hanno aggiunto Borrelli e Simioli per i quali- pur nel rispetto della libertà di espressione e di opinione, le Istituzioni dovrebbero limitare la collaborazione con produzioni del genere che raccontano solo una parte della realtà napoletana e campana, perché la camorra va raccontata, ma va raccontato anche che forze dell’ordine, magistrati e gente comune sono impegnati, giorno per giorno, a combatterla».