Chiusi gli accessi al cantiere del Rione Terra
Chiusi gli accessi al cantiere del Rione Terra

di Violetta Luongo

POZZUOLI – Entro oggi dovevano arrivare i soldi della Regione Campania, promessi e stanziati, necessari per l’imminente e annunciata riapertura degli scavi di Rione Terra. Ma i cancelli sono chiusi, il cantiere è fermo, nessun operaio è al lavoro. Una situazione che dura ormai da mesi, con 100 operai in cassa integrazione straordinaria dal 26 luglio e una Rocca che aspetta la sua agognata conclusione.

SOS A REGIONE E PREFETTO – Numerosi gli appelli lanciati dal sindaco Vincenzo Figliolia alla Regione Campania affinché sblocchi i finanziamenti per far ripartire il cantiere, nonché chiesto un incontro al vertice con il Prefetto di Napoli, Francesco Musolino sulla grave situazione dei mancati stipendi agli operai Fipa ed Igeca.

L’AZIENDA METTE I BASTONI TRA LE RUOTE – Ma questa volta a mettere i bastoni tra le ruote è lo stesso Consorzio Rione Terra che chiede oltre ai soldi regionali anche alcuni fondi europei. «Dalla Regione abbiamo saputo – spiega il dirigente sindacale Fillea Cgil, Espedito Gallo – che i primi 4milioni e 600mila euro sono pronti ma attendono alcuni incartamenti da parte dell’azienda la quale, oltre a questi fondi regionali, chiede 3milioni e 800mila euro di fondi europei bloccati dal patto di stabilità, in caso contrario il Consorzio minaccia di non riaprire il cantiere. Il rischio è di superare i 75 giorni previsti dalla procedura di mobilità e licenziare gli operai».

CORTEO DI PROTESTA – Sul piede di guerra dunque il sindacato che già per domani ha annunciato una protesta degli operai, manifestazione che partirà dal Rione Terra per giungere fino al Palazzo della Regione Campania a Santa Lucia. Si allontana sempre più l’ipotesi che il percorso archeologico sotterraneo del Rione Terra possa vedere la luce a metà ottobre, fatto annunciato lo scorso giugno dallo stesso primo cittadino.