CAMPANIA – Nella giornata di ieri, i dati forniti dalla Protezione Civile nazionale hanno fatto registrare in Campania 253 nuovi casi positivi, il 3,3% dei 7.579 tamponi effettuati. Peggio della Campania solo la Lombardia con 277 casi, ma con 20.431 test eseguiti (l’1,4%). Complessivamente in Italia i positivi di ieri sono stati 1.912, l’1,8% dei 107.269 tamponi operati. Nella stragrande maggior parte dei casi si tratta di asintomatici o paucisintomatici che non richiedono ospedalizzazione. I decessi in regione sono stati 2 (20 in tutto il paese) e 150 i guariti (954 in Italia).

SITUAZIONE GENERALE – Attualmente in Campania vi sono 5.258 casi di cui solo 409 ospedalizzati (27 in terapia intensiva) e 4.849 in isolamento domiciliare. Il numero dei positivi è il più alto dall’inizio dell’epidemia, ma la situazione non è grave come nei mesi di Marzo e Aprile anche se desta preoccupazione. Il numero massimo di ricoverati con sintomi si è registrato il 17 Aprile ed è stato pari a 622 (72 T.I.) mentre quello delle terapie intensive ha visto il suo massimo, pari a 181, il 24 Marzo (345 ricoveri). Tuttavia, la ripresa dei contagi e dei ricoveri degli ultimi 30 giorni, considerando anche la riapertura delle scuole e l’imminente arrivo dell’autunno, deve indurci nuovamente a tenere altissima la guardia.

PIÙ TAMPONI MA ANCORA POCHI IN ASSOLUTO – L’elevato numero di casi attuali rispetto ai mesi passati va ricondotto alla maggiore capacità di effettuare tamponi. A Marzo i test effettuati sono stati appena 14.030, ad Aprile 61.705 mentre nei primi 25 giorni di Settembre siamo già a 147.576. In sostanza, all’inizio della pandemia si testavano quasi esclusivamente i sintomatici, oggi invece si punta a rintracciare ed isolare il maggior numero possibile di persone contagiate al fine di provare a spegnere sul nascere nuovi potenziali focolai. Sebbene la capacità di eseguire test oggi sia nettamente migliorata, la Campania resta tra le regioni che da Marzo ne ha eseguiti di meno in assoluto rispetto al numero di abitanti (penultima prima della Sicilia). Inoltre, continuano non di rado a registrarsi notevoli ritardi nei tempi di attesa per l’esecuzione dei tamponi e per riceverne gli esiti.