Da sinistra Raffaele Postiglione, Luigi Manzoni e Paolo Ismeno

POZZUOLI – Condanna, vicinanza e fiducia nell’operato dei magistrati: sono questi, in sintesi, i tre sentimenti dei candidati a sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni, Paolo Ismeno e Raffaele Postiglione che hanno commentato i fatti giudiziari che hanno travolto Vincenzo Figliolia.

MANZONI – «Sono profondamente rammaricato per la ribalta mediatica che sta assumendo la vicenda, ancora tutta da definire sul piano giudiziario, che sta investendo la città ed il Sindaco. -ha fatto sapere Gigi Manzoni – Nutro profondo rispetto e la massima fiducia nei confronti degli organi inquirenti. Auspico che, nel più breve tempo possibile, si faccia luce e che l’amico Enzo possa chiarire e fugare ogni dubbio sulla questione oggetto delle indagini. La Città di Pozzuoli merita rispetto».

ISMENO«Non posso non esprimere il mio dispiacere per la vicenda che sta interessando il nostro Sindaco, la nostra Pozzuoli. -ha detto invece Paolo Ismeno – Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso nel più breve tempo possibile, confido (e mi affido) al lavoro della magistratura verso la quale ho piena fiducia. Conosco Vincenzo Figliolia, sono anni che collaboriamo insieme per rendere Pozzuoli una città degna della sua storia, della sua importanza e dei suoi cittadini. Di lui ne conosco l’impegno e la passione che quotidianamente ha speso nel proprio mandato, sempre e solo guardando all’interesse della città. Andiamo incontro alle elezioni e gli “ostacoli” sono dietro l’angolo. Per questo il nostro impegno sarà forte come sempre».

POSTIGLIONE – «Sono cinque anni che accendiamo i riflettori su numerose operazioni e scelte politiche, molte delle quali riguardano proprio Beni pubblici concessi a privati, dopo aver speso milioni di euro pubblici. -ha fatto sapere Postiglione- Lasciamo alla magistratura le responsabilità penali, ci sono invece chiare responsabilità politiche. Chi ha governato, anche se oggi si divide in vista delle elezioni sostenendo uno dei due candidati entrambi PD, ha la responsabilità di aver bollato come “opposizione a prescindere” i numerosi allarmi su atti irregolari ed illegittimi e ancor di più, nel caso del Rione Terra, per aver allontanato la questione dalla discussione democratica e quindi dal controllo popolare.»