POZZUOLI – Colpo di scena nella vicenda del pozzo realizzato ad Agnano nell’ambito del progetto “Geogrid”, che tanto sta facendo discutere in città. La perforazione sarebbe stata effettuata all’insaputa dell’INGV che, al fine di fermare l’emissione della fumarola, ne ha disposto l’immediata chiusura. Per quanto riguarda l’eventuale inquinamento ambientale e la valutazione della qualità dell’aria bisognerà rivolgersi all’ARPAC. Il “caso” Geogrid diventa ogni giorno più paradossale. Finora, nessuno dei partecipanti al progetto aveva rilasciato dichiarazioni, ma nella giornata di ieri l’INGV ha rotto il silenzio con una nota, a firma del presidente dell’Istituto, Carlo Doglioni, in risposta ad una richiesta di chiarimenti avanzata dalla consigliera regionale del M5S, Marì Muscarà.

LA NOTA DEL PRESIDENTE INGV –  “In relazione all’emissione fumarolica generatasi nell’area del cantiere del progetto Geogrid sito in Via Antiniana (Pozzuoli), l’Osservatorio Vesuviano – INGV ha effettuato un intervento al fine di acquisire dati utili alla valutazione di eventuali variazioni (se esistenti) nella pericolosità vulcanica dei Campi Flegrei. Non rientra nelle competenze dell’Osservatorio Vesuviano – INGV il monitoraggio dell’inquinamento ambientale e la valutazione della qualità dell’aria che è demandato ad altre Istituzioni (ARPAC). Si tiene a precisare che tale progetto di perforazione è stato realizzato all’insaputa dell’attuale amministrazione dell’INGV. Il Progetto Geogrid fu lanciato all’inizio del 2016 dalla precedente amministrazione dell’ente e la costituzione della successiva ATS è stata realizzata senza che all’INGV fosse consegnato l’allegato tecnico che prevedeva la perforazione stessa. Non appena venuti a conoscenza dell’operato di Graded e della fuga di gas, il sottoscritto ha invitato tutti gli attori coinvolti a far chiudere minerariamente subito il pozzo al fine di fermare l’emissione della fumarola.”