POZZUOLI – Tre giorni dopo la stesa di Monterusciello e gli spari contro la casa di un pusher nei “600 alloggi” questo pomeriggio un duro colpo è stato inferto alla camorra puteolana: a Licola mare è stato arrestato Vincenzo Perillo, 44 anni, detto “Pippo Baudo”. L’uomo, affiliato al clan Beneduce, è il nipote di Gennaro Perillo detto “Carrichiello”, ucciso nel 2006 nella villetta del Rione Toiano. Perillo è stato fermato dai poliziotti del Commissariato di Pozzuoli nella piazza di spaccio di via Del Mare, dove girava armato di pistola. L’arresto è avvenuto davanti a numerosi residenti, richiamati anche dall’arrivo di quattro auto della polizia che lo hanno braccato e portato via. Stesse scene si sono vissute poco dopo all’esterno del commissariato di piazza Italo Balbo dove si erano radunati i familiari di Perillo appena ricevuta la notizia.

LE TENSIONI – L’arresto del 44enne residente nel Rione Toiano arriva in un periodo di tensioni tra due nuovi gruppi in contrasto tra loro per il controllo delle piazze di spaccio di Monterusciello e Toiano e che, fino ad oggi, ha fatto contare 3 gambizzazioni e gli spari contro la casa del pusher Michele Loffredo alias “fiet e cazetta” e contro il portone dell’abitazione di Mario Pagliuca. Vincenzo Perillo era stato scarcerato nel gennaio scorso dopo aver scontato una condanna di 10 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso: fu arrestato nel maggio del 2008 insieme ad un altro affiliato per detenzione di armi da guerra e sostanze stupefacenti e condannato a 10 anni e mezzo di reclusione. Dopo due anni finì nella maxi operazione anticamorra “Penelope” insieme ad altri 83 affiliati.