L’ingresso principale del parco

LICOLA – Alle 18.40 la Polizia Municipale di Giugliano notifica a Vincenzo Schiavo, amministratore unico della “Partenope Investement Srl” l’ordinanza di chiusura. “Si ordina la sospensione immediata, a tutela della salute pubblica, delle attività del parco acquatico Pareo Park” si legge nel documento firmato dal sindaco Antonio Poziello. Ma al parco acquatico più grande del sud Italia i cancelli d’ingresso erano sbarrati già da martedì, 48 ore dopo l’inaugurazione della stagione estiva che aveva fatto registrare ben tremila presenze anche grazie ai biglietti super scontati da dieci euro per gli adulti e otto per i bambini. L’estate del più grande parco acquatico del sud nato come “Acqua Flash”, poi trasformato in “Magic World” e tre anni fa diventato “Pareo Park” sembra essere già conclusa dopo la domenica che ha visto oltre cento bambini finire negli ospedali di Napoli e provincia per eritemi e scottature su piedi, gomiti e ginocchia dopo aver fatto il bagno nelle piscine.

I tecnici dell’Asl

I RISULTATI – Nella mattinata di ieri l’esito delle analisi, condotte dall’Asl Napoli 2 Nord e trasmesse lunedì all’Arpac, hanno evidenziato la presenza di batteri e inquinanti chimici all’interno di tutte le piscine, non solo nelle due baby finite nell’occhio del ciclone. Secondo la relazione dei tecnici della prevenzione e dei vigili sanitari dell’Asl, infatti, domenica scorsa non erano balneabili nemmeno la piscina ad onde, il Lazy River, la piscina dello scivolo Foam. Le stesse problematiche sono state riscontrate perfino nei condotti di approvvigionamento dell’acqua, il che farebbe ipotizzare anche ad un utilizzo di acqua di pozzo.  In alcune piscine, addirittura, si sarebbero riscontrati valori anche dieci volte superiori ai parametri stabiliti dalla norma.

L’amministratore unico Vincenzo Schiavo

PARLA IL PROPRIETARIO – «Purtroppo gli esami effettuati hanno dato un esito diverso da quello che ci aspettavamo e secondo il parere dell’Arpac i nostri parametri non sono conformi. Ma la cosa che ci dà serenità e ci rincuora è che non esiste alcun nesso con i problemi riscontrati dai bambini. –spiega Vincenzo Schiavo – L’Arpac ha rilevato parametri che noi non possiamo rilevare. Infatti dai nostri esami non era emersa alcuna anomali, tanto è vero che i valori del cloro e del pH sono risultati sempre nella norma. In questi giorni continueremo a tenere il parco chiuso per continuare la manutenzione avviata nei giorni scorsi e capire come agire per fare rientrare tutto nella normalità. Ci auguriamo di poter riaprire in tempi brevi, ma prima bisognerà operare nella maniera più impeccabile per garantire la massima serenità e sicurezza a tutti».

I bagnini in servizio domenica

LE TESTIMONIANZE – Lunedì mattina Ivan e Valerio, i bagnini in servizio domenica e tra i primi testimoni di quanto accaduto avevano raccontato la loro versione dei fatti: «Verso le 15.30 si è avvicinato un signore che ci ha detto che ad alcuni bambini stava uscendo del sangue dai piedi. Noi ne abbiamo visto uno solo che aveva dei segni che sembravano delle scottature che si formano quando si cammina scalzi a terra. Faceva molto caldo e il pavimento era incandescente e molti bambini non avevano pantofole. Ci sembra strano che il problema sia stato causato dall’acqua visto che anche noi siamo stati in piscina». Una tesi, quella della scottatura ai piedi, sposata in pieno anche la responsabile del chioschetto vicino alle due piscine «Ci sono i tombini che sono incandescenti e domenica i bambini ci camminavano sopra. Spesso mi è capitato di dare loro delle salviettine umide per potersi rinfrescare. Inoltre non mi è parso di vedere così tanti bambini con bruciature come ho sentito dire in giro».