POZZUOLI – Carlo Verdone, nel suo ultimo libro “La carezza della memoria” racconta di suo nonno Oreste che era il padre di suo padre Mario il quale non lo conobbe mai perché nell’estate del 1917, in piena guerra Oreste fu ferito sul fronte del Carso e fu trasportato all’ospedale di Alessandria per le ferite subite. Sua nonna, la moglie di Oreste, era incinta ed il dolore nel vederlo ferito fu tale che le si ruppero le acque e partorì nello stesso ospedale, il 27 luglio 1917. Poi Oreste guarì e venne richiamato a combattere e morendo in guerra. Quando morì Oreste, sua nonna aveva appena ventiquattro anni. Era un chimico e mia nonna era convinta che fosse nato a Napoli. A metà degli anni sessanta il padre di Ccarlo, Mario verdone, approfittando di un convegno a Napoli sul cinema si mise alla ricerca di suo padre Oreste e vagò inutilmente dapprima per Napoli, poi per Caserta dove gli dissero che ci stavano un sacco di famiglie Verdone e poi ancora a Nola ma qui incontrò solamente un Nardone e neanche un Verdone.

LA SCOPERTA – Una volta tornato a casa disse a Carlo: “Mi sono veramente sentito un cretino.” Dopo qualche mese arrivò a casa una lettera dal ministero della difesa. Era stata spedita da un custode degli archivi. Allegato un foglio con scritto: Oreste Verdone, nato a Napoli, 42° Reggimento fanteria. Decesso: Monte S. Michele 12/09/1917. Ma un archivista puteolano qualche giorno fa ha scoperto che Oreste Verdone in realtà è nato il 26 marzo 1894 a Pozzuoli, alle 2 del mattino, da Armando e Giuseppa Izzo, domiciliati in via Napoli ed è battezzato dal sacerdote Raffaele Lopez nella Cattedrale San Procolo il giorno 8 aprile dello stesso anno. Dunque il nonno di Carlo Verdone era di Pozzuoli.